Roma, 16 gen, (Adnkronos/Ign) - "Io sono dell'avviso che quando un ministro crea imbarazzo al governo di cui fa parte dovrebbe valutare l'opportunità di dimettersi". Così Stefania Giannini, segretario di Scelta Civica nel corso di 'Coffee Break' su La 7, commentando il caso De Girolamo alla vigilia delle attese dichiarazioni del ministro in aula. "La diffusione di intercettazioni è un atto ignobile e sicuramente deriva da un rapporto distorto fra giustizia e informazione - aggiunge - ma credo anche che quando il comportamento di un membro del governo si rivela politicamente inopportuno, come sembra essere nel caso De Girolamo, le dimissioni diventano opportune". E arriva la replica del ministro. "Credo - commenta De Girolamo - che quella di Giannini sia una posizione di carattere personale, come ha chiarito il leader del partito, e per me conta il partito per intero e non una posizione personale. Io faccio fede a quello che dice il capogruppo di Scelta civica, che ha detto cose differenti". E infatti Andrea Romano aveva detto che Scelta civica avrebbe valutato dopo aver ascoltato "con serenità" le spiegazioni del ministro alla Camera. "Sono molto serena anche se molto stanca - precisa De Girolamo - e ho grandissima fiducia nella magistratura. Dirò domani in Parlamento tutto ciò che ho da riferire". Dal M5S attacco a tre punte contro il governo Letta. I pentastellati al Senato presentano ben tre mozioni di sfiducia: sul banco degli imputati i ministri Anna Maria Cancellieri e Nunzia De Girolamo, il vice ministro Vincenzo De Luca. Quanto al ministro delle Politiche agricole "chiediamo che riferisca immediatamente in aula, con la possibilità da parte dei gruppi parlamentari di presentare atti d'indirizzo come la mozione di sfiducia", spiega su Fb il capogruppo M5S al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo. Senza giri di parole, per il presidente di Sel Nichi Vendola non è solo il ministro De Girolamo che dovrebbe lasciare ma "tutto il governo dovrebbe dimettersi...". E dopo l'ipotesi di un presunto complotto nei confronti del ministro, a cui fa riferimento l'ex direttore sanitario della Asl di Benevento Felice Pisapia in un colloquio registrato trasmesso ieri sera dal Tg5, interviene l'avvocato Roberto Prozzo smentendo un suo coinvolgimento ."Siamo al delirio, alla follia. Io faccio l'avvocato, non il complottista, e svolgo seriamente la mia attività professionale - dice all'Adnkronos - Non mi occupo di politica, né di complotti. Questi incontri a cui fa riferimento Pisapia non si sono mai tenuti: non solo non abbiamo mai parlato, ma non ho mai incontrato contemporaneamente il dottore Rossi e l'avvocato Umberto Del Basso De Caro". "Io una idea ce l'ho - aggiunge Prozzo - Pisapia e i suoi sodali avrebbero tanto voluto che non fossi io a difendere la Asl. Anche in altre occasioni hanno cercato di contestare la mia nomina. C'è qualcuno che avrebbe voluto che la Asl fosse difesa da qualcuno dei loro amici, qualcuno più morbido". Il sindaco di Benevento Fausto Pepe chiede più rispetto. ''Le mozzarelle, le parolacce, il bar gestito dallo zio del ministro, sembrano tutte cose più importanti dei servizi sanitari erogati ai cittadini - fa osservare Pepe - I beneventani meritano maggior rispetto, dalla politica ma anche dai media''. Come "ai tempi di Mastella si descriveva questa terra come un feudo - spiega - così oggi ci troviamo di fronte ad una confusione che concentra l'attenzione più sui rapporti coniugali della De Girolamo che sugli interessi della popolazione. Anche su questo si possono registrare gli effetti del porcellum e le differenze con il sistema di amministrazione degli enti locali: i sindaci che le preferenze le conquistano una alla volta e mettendoci la faccia, non possono divagare sul gossip perché le persone hanno bisogno di risposte concrete ai problemi di tutti i giorni. Anche per questo motivo invito il mio partito ad evitare sul caso De Girolamo una contrapposizione personalistica, o un semplice regolamento di conti interno alla maggioranza di Governo".