Roma, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - "Chiamatelo 'Italicum' senza problemi". Lo dice Matteo Renzi parlando alla direzione Nazionale del Pd (DIRETTA) sulla proposta di legge elettorale spiegando che non si tratta né del modello spagnolo, né di quello tedesco. "Io avrei apprezzato un sistema spagnolo, che alimenta due grandi partiti o coalizioni e riduce il potere di veto dei partitini. Ci è stato chiesto di evitare una frattura nella maggioranza di governo" aggiunge Renzi. Di qui ripartizione nazionale seggi, a cui anche "Fi ha detto responsabilmente sì". Renzi spiega poi i meccanismi: premio di maggioranza per chi arriva "almeno al 35% e che porti al 53 minimo e al 55 massimo" dice, spiegando che il premio di maggioranza sarà quindi "al massimo del 18%". "Se non si arriva al 35% avremmo ugualmente un governo di larghe intese e un premio del 26% sarebbe incostituzionale dopo la sentenza della Corte - ha spiegato Renzi - quindi, la necessità di un doppio turno, un ballottaggio non tra due candidati premier ma tra singoli o aggregati di singoli, senza possibilità di apparentamento". Il segretario del Pd spiega anche che "i restanti seggi saranno distributi proporzionalmente a tutti gli altri". Renzi conferma che ci saranno delle soglie "del 5% per chi si coalizza, dell'8% per chi non si coalizza e del 12% per le coalizioni". Inoltre, "personalmente - afferma - non ho niente contro le preferenze. Ma l'accordo politico raggiunto non prevede le preferenze". Per il segretario, "se ci saranno le elezioni da qui al 2018, prendo due impegni con chiarezza: le primarie per i parlamentari e la rappresentanza di genere". Ma, avverte Renzi, "chi immaginasse di intervenire in Parlamento per modificare qualcosa di fondamentale, sappia che manda all'aria tutto, compreso Titolo V e Senato: deve essere chiaro, non è una riforma 'à la carte', o tutto o viene meno l'accordo". In apertura di direzione, il segretario parla chiaro: "Noi stiamo discutendo non di regole ma di recuperare la dignità perduta". E annuncia: "Entro il 15 febbraio il Pd presenterà il ddl costituzionale per la trasformazione del Senato". Il ddl sarà un testo, prosegue Renzi, che "ci auguriamo sarà condiviso anche dagli alleati di governo. Ci sono 20 giorni per discutere". Sul destino di Palazzo Madama l'accordo con Forza Italia, aggiunge, "è un passo in avanti straordinario perché ci consente di arrivare entro il 25 maggio alla prima lettura in Senato". "Nella seconda metà di febbraio - dice - ci sarà il ddl condiviso spero anche con i nostri alleati di governo. Ne ho parlato anche con il vice premier Angelino Alfano" afferma, sottolineando che "con le prossime elezioni non si voterà più per il Senato". Intanto sul suo blog, con un post dal titolo 'CoeRenzie e il #Pregiudicatellum senza preferenze' in cui riporta alcune vecchie affermazioni del segretario dem in contraddizione, a detta del leader M5S, Beppe Grillo scrive: "La legge elettorale Renzie-Berlusconi, il 'Pregiudicatellum', prevede che i partiti si scelgano i propri parlamentari. I cittadini devono stare a guardare. Liste bloccate con nominati da pregiudicati e condannati in primo grado e nessuna preferenza". In merito alle condizioni per l'assenso alla riforma elettorale, intanto, il vice premier e leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano, dice: ''Tre su quattro vanno bene, sennò dimissioni''. Prima della direzione del Pd, il ministro e il segretario si sono incontrati al Viminale. ''Credo che almeno tre su quattro dobbiamo ottenerle - afferma a 'Mix24' di Giovanni Minoli su Radio24 - perché secondo me è per il bene degli italiani. E sarebbero: numero uno, indicazione del candidato leader della coalizione; numero due, premio di maggioranza non al partito ma alla coalizione; numero tre, no al parlamento dei nominati; numero quattro, soglie di sbarramento vere e non finte''. Inoltre, l'area del Pd che fa riferimento a Gianni Cuperlo presenterà un documento in Direzione sulla riforma elettorale proposta da Renzi con al centro, in particolare, la questione delle liste bloccate. Dall'incontro non è stato negato l'apprezzamento per l'inserimento nella proposta di Renzi del doppio turno, ma questo non basta a rendere la riforma 'digeribile', perché per i cuperliani serve restituire agli elettori la capacità di scegliere gli eletti.