Crisi, ancora male i consumi. Sangalli: ''Indizi di fine crisi ma non di ripresa''
Roma, 22 gen. (Adnkronos) - Il Pil 2014 chiuderà con un +0,3% mentre la domanda di consumi proseguirà il suo trend negativo con un -0,2%. La pressione fiscale resta 'persistente' al 44,2%. Sono queste le stime fornite dal centro studi di Confcommercio.
"E' una cosa tragica. Non ci sembra che con le attuali carte si possa andare oltre lo 0,5% di crescita del Pil. E mentre tutti celebrano i segnali di ripresa vorrei ricordare che a novembre si sono persi 55 mila posti di lavoro", spiega Mariano Bella responsabile del Centro Studi. E' sopratutto la pressione fiscale ad essere giudicata ormai insostenibile: "C'è un fenomeno nuovo ed è la persistenza della pressione fiscale. Mi chiedo se qualcuno crede che il Paese possa continuare in queste condizioni a lungo".
"Ci sono indizi positivi. Indizi però non di una ripresa ma della fine della crisi", osserva Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. "Una cosa è certa: imprese e famiglie non hanno ancora minimamente sentito questi benefici", conclude.
"Il Paese ha bisogno di tornare a crescere e tra le priorità c'è il mercato del lavoro", aggiunge Sangalli che torna a sollecitare una attenzione maggiore verso l'apprendistato "via maestra per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro". "E' un modello - sottolinea - che deve essere maggiormente efficientato e semplificato, tagliando burocrazia e costi e favorendo la flessibilità per consentire alle imprese di cogliere tutte le opportunità di lavoro e impiego che il mercato offre". "Bisogna anche riformare i servizi pubblici al lavoro riorganizzando la spesa pubblica senza costi per le imprese", prosegue.
