Crisi siriana, al via conferenza 'Ginevra II' Usa: Assad fuori da governo di transizione
Roma, 22 gen. (Adnkronos/Aki/Ign) - Si è aperta a Montreux, in Svizzera, la conferenza di pace sulla Siria 'Ginevra II' per cercare una soluzione politica alla sanguinosa crisi che dura da quasi tre anni e che ha fatto 130mila morti. Alla conferenza partecipano oltre 30 Paesi, una delegazione del regime di Bashar al-Assad guidata dal ministro degli Esteri, Walid al-Muallim, e un unico raggruppamento dell'opposizione. Alla conferenza l'Italia è rappresentata dalla titolare della Farnesina, Emma Bonino.
Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha affermato che Teheran non ha molte speranze sul buon esito della conferenza. L'Iran è il grande escluso dal summit di Montreux: l'invito alla Repubblica Islamica è stato ritirato dopo che la mossa a sorpresa di tre giorni fa di Ban Ki-moon ha suscitato non poche ire, soprattutto negli Usa. L'Iran, alleato di Assad, non ha mai accettato i risultati della prima conferenza di Ginevra, che nel 2012 ha chiesto la formazione in Siria di un governo di transizione.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiesto che l'Iran possa essere coinvolto nell'attuazione delle conclusioni della conferenza sulla crisi in Siria.
Ai partecipanti di 'Ginevra II' Papa Francesco, al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, ha rivolto un appello affinché "non si risparmi alcuno sforzo per giungere con urgenza alla cessazione della violenza e alla fine del conflitto, che ha già causato troppe sofferenze". Anche la Santa Sede è stata invitata a partecipare ai lavori della conferenza per la pace in Siria.
Aprendo i lavori, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha evidenziato che la conferenza rappresenta ''l'opportunità per mostrare unità'' nella ricerca di una soluzione politica al conflitto. Ed ha sottolineato l'importanza di negoziati in buona fede tra il regime di Damasco e l'opposizione. ''Sappiamo che è stato estremamente difficile arrivare a questo punto. Abbiamo perso tempo prezioso e molte, molte vite - ha scandito - Le sfide davanti a voi e a tutti noi sono straordinarie. Ma la vostra presenza qui alimenta la speranza''.
Intervenendo alla conferenza, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto che "Assad non farà parte del governo di transizione" siriano. Oltre ad affermare che i negoziati di pace per la Siria devono portare alle dimissioni di Assad, Kerry ha precisato che il più grande ostacolo per la pace è il fatto che "un uomo e una famiglia si aggrappano al potere". Il segretario di Stato Usa ha infine accusato Assad di avere trasformato la Siria "in una calamita per i terroristi" di tutto il mondo.
L'opposizione siriana ha ribadito che l'uscita di scena di Assad è la condizione preliminare per colloqui volti a porre fine alla crisi. Ahmad Jarba, leader della Coalizione nazionale siriana, principale blocco dell'opposizione all'estero al regime di Assad, ha confermato il ''pieno sostegno'' dell'alleanza al comunicato della conferenza 'Ginevra I' del 2012. ''Questo documento chiarisce che Assad deve dimettersi - ha detto Jarba - Non possiamo e non vogliamo discutere di una soluzione politica fin quando questo non sarà stato affrontato''. Jarba ha poi rimarcato che le foto di cadaveri torturati diffuse nei giorni scorsi dimostrano che il regime siriano agisce come facevano "i nazisti" nei campi di concentramento, ed ha accusato il regime di "crimini contro l'umanità".
Duro l'attacco del ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallim . ''Alcuni Paesi che partecipano a questa conferenza hanno le mani sporche di sangue - ha affermato Muallim nel suo intervento a Montreux - La delegazione (del governo, ndr) della Siria è qui per rappresentare il popolo, l'Esercito e il presidente Bashar al-Assad, e tutti devono sapere che nessuno al mondo ha il diritto di negare la legittimità del presidente o del governo, se non i siriani".
''Se si vuole parlare a nome del popolo siriano - ha aggiunto - non bisognerebbe essere dei traditori, agenti al soldo dei nemici del popolo siriano''. Muallim ha dichiarato che combattenti di ''83 nazionalità'' sono coinvolti nel conflitto in Siria e ha ribadito che ''la Siria farà tutto il necessario per difendersi''.
Ban Ki-moon è intervenuto durante il lungo discorso di Muallim nel tentativo di fermarlo perché aveva superato il tempo assegnato a ciascun partecipante. Ma lui ha insistito per proseguire. ''Lei vive a New York, io vivo in Siria. Ho diritto di parlare della situazione in Siria'', ha detto il capo della diplomazia siriana rivendicando il diritto a concludere il suo intervento.
Vicino alla sede dei lavori un gruppo di dimostranti si è riunito per manifestare sostegno ad Assad.
"Realisticamente" il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ritiene che "ci sia la possibilità" che i negoziati tra il regime di Damasco e l'opposizione "possano iniziare venerdì". Parlando nel corso di una conferenza stampa a Montreux, la titolare della Farnesina ha aggiunto: "Dovremmo vergognarci tutti se non riusciremo a trovare un compromesso".
