L.elettorale, in aula dal 29 gennaio. Boldrini: "Ora i gruppi si assumano la responsabilità"
Roma, 24 gen. (Adnkronos) - Dopo il travagliato deposito del testo in Commissione Affari costituzionali, avvenuto mercoledì sera, la riforma sulla legge elettorale approderà nell'aula della Camera mercoledì 29 gennaio. Secondo il timing stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, nel pomeriggio l'aula di Montecitorio avvierà la discussione sull'Italicum mentre le votazioni avranno inizio il giorno dopo, giovedì 30 gennaio.
La presidentessa della Camera Laura Boldrini su Twitter scrive: “#LeggeElettorale in aula il 29 gennaio. La #Camera entra nella fase decisiva nei tempi previsti. Ora i gruppi si assumano la responsabilità”
A Montecitorio, intanto, Dario Franceschini ha riunito i vertici del gruppo Pd in vista di possibili modifiche. "L'obiettivo è arrivare a emendamenti unitari non solo del Pd ma di chi, intanto, ha sottoscritto il testo base della riforma", ha detto uno dei partecipanti. Modifiche in cui è difficile che possano rientrare anche le preferenze. ''Non mi sembra che questo sia uno dei punti che sia possibile toccare". Piuttosto si ragiona attorno a soluzioni di tutela dei 'piccoli', di quei partiti che porterebbero voti alla coalizione ma se non superano la soglia interna di sbarramento al 5 per cento, restano fuori dal Parlamento. "Su questo -si spiega- stiamo ragionando con Sel e Ncd. Le ipotesi sono diverse e tutte ancora da vagliare".
"Di blindato non c'è mai niente in Parlamento", dice il presidente della commissione Affari costituzionali Paolo Sisto. Anche se, ricorda, l'Italicum ''è un testo base che racchiude un progetto di massima accurato, che tiene conto dei fondamentali dell'accordo tra Renzi e Berlusconi e ne richiama i principi in modo fedele''. Difficile quindi che le mini liste bloccate possano essere toccate. "In una transazione tutti rimangono un po' scontenti: Forza Italia ha ingoiato il doppio turno e c'è un accordo unico, non con un pezzo di uno e un pezzo dell'altro. Se qualcuno cerca di sfilarsi non è in linea con la serietà che Renzi e Berlusconi hanno dimostrato".
