157 diplomi mai consegnati, tracce della Shoah nel liceo degli ebrei di Salonicco
Roma, 26 gen. (Adnkronos) - Centocinquantasette diplomi mai consegnati. Storie spezzate di giovani studenti costretti ad abbandonare in fretta la loro terra occupata dai nazisti o deportati ad Auschwitz, nel terribile campo di sterminio. Antonio Crescenzi, italiano da anni in Grecia, li ha trovati 10 anni fa nella scuola dove insegnava e dove lavora ancora oggi, presso l'istituto italiano di cultura di Salonicco. In questi anni ha ripercorso quelle centocinquantasette vite, cercato nomi, ricostruito storie. E mercoledì prossimo, 29 gennaio, consegnerà i diplomi ai familiari di quei ragazzi, proprio nella scuola dove avevano studiato e dove la loro vita si è interrotta.
A Salonicco, prima del secondo conflitto mondiale, viveva una folta comunità ebraica e, da quella città, i nazisti deportarono nei campi di sterminio circa 54.000 ebrei greci. "All'epoca, la struttura che oggi ospita l'istituto italiano di cultura era sede di una scuola, l'Umberto I - racconta Crescenzi all'Adnkronos - dove vi erano un istituto tecnico, una scuola media, un liceo scientifico e un istituto commerciale. Una scuola molto importante a quei tempi".
Passano gli anni e l'Umberto I lascia il posto all'Istituto italiano di cultura. Poi, 10 anni fa, "in una giornata primaverile - ricorda Crescenzi - scoppiò un temporale e mi recai nel seminterrato perché ricordavo che le finestre erano aperte. Soffiava tanto vento e mi si incollò addosso un foglio protocollo ingiallito".
Crescenzi, spinto dalla curiosità, dopo un paio di giorni torna nel seminterrato dell'istituto e si sofferma su quel vecchio foglio protocollo. "Era il tema di un alunno, Alberto Modiano", della famiglia celebre per la produzione di carte da gioco note in tutto il mondo. Nel titolo l'insegnante chiedeva agli alunni di raccontare il giorno più bello della loro vita, "Modiano ricorda la promessa di suo padre - spiega commosso Crescenzi - di regalargli una bici per il Natale. Ma arriva il Natale e a Salonicco fa freddo, così l'arrivo della bicicletta viene posticipato''. ''Il giovane racconta con dovizia di particolari la delusione, i sogni, il desiderio di una bici che sembra non arrivare mai ma che alla fine, nel mese di luglio, finalmente approda nella sua vita". Ma il sorriso sul volto di Crescenzi "all'improvviso mi si è gelato sul volto - ricorda - scorsi infatti la data di quel tema: 1941, ricordavo perfettamente che Modiano era un ebreo". A quel punto Crescenzi decide di restare in quello scantinato a cercare altro materiale. Si imbatte nello stesso tema di una compagna di scuola di Modiano, Ester Saporta. "La studentessa raccontava di un viaggio in Cile durato 45 giorni, il ricordo più bello che portava con sé - spiega - Ester e Alberto erano compagni di scuola, ma il destino li ha divisi: Alberto è riuscito a fuggire in Svizzera, Saporta è morta ad Auschwitz insieme alla madre. Quello del viaggio in Cile resterà uno degli ultimi ricordi della vita di Ester".
La ricerca di Crescenzi continua. "Ho trovato tanti documenti - racconta - registri di classe, documenti d'identità e circa 170 diplomi di licenza media, di liceo e della scuola commerciale. 'Perché mai non ritirarli?', mi sono chiesto. La risposta in molti casi era semplice: di quei 170 diplomi, 157 erano destinati a studenti ebrei".
Oltre ai diplomi, Crescenzi trova tanti altri temi, "l'ultimo datato 5 luglio '42. Pochi giorni dopo, l'undici luglio del 42 per l'esattezza, i nazisti radunarono 10.000 ebrei in una piazza di Salonicco, piazza della Libertà, e li spedirono ai lavori forzati in miniera".
Dopo aver ricostruito quelle 157 vite spezzate, Crescenzi cerca i familiari delle vittime e i sopravvissuti. "Ho creato una lista, quella che chiamo la 'lista Crescenzi' - spiega - e l'ho inviata a New York, Israele e in tutti i Paesi dove ci sono delle comunità israelitiche".
Per ora, Crescenzi ha rintracciato "otto famiglie, alle quali mercoledì prossimo consegnerò i diplomi, ma spero che il tempo porti con sé nuove sorprese, altri familiari o magari qualche sopravvissuto". Grazie al lavoro di questo italiano emigrato in Grecia, alcuni familiari hanno potuto ritrovarsi. E' il caso del "signor Benny Natan. Dagli Usa si è spostato in Isreale e ora a Milano per un periodo, perché leggendo la lista ha rintracciato un suo zio".
La consegna si terrà nella sala teatro dell'Istituto, "in quella che un tempo era la scuola di questi ragazzi. Per me era importante che la cerimonia si tenesse lì, in continuità con la storia di queste vite spezzate. O tentato di rimettere insieme i tasselli, è stato doloroso ma ne è valsa la pena. Mi piace pensare che quel temporale improvviso, in quel giorno di primavera, non sia arrivato per caso".
