Roma, 31 gen. (Adnkronos) - Una parte della reliquia di Papa Wojtyla, con un frammento della stoffa intrisa del sangue di Giovanni Paolo II, è stata ritrovata a L'Aquila. Il ritrovamento, ha detto il Questore Vittorio Rizzi, è anche un segnale alla città dell'attenzione che la Polizia di Stato e l'Arma dei Carabinieri hanno verso i reati contro il patrimonio. In questo caso, l'atto criminoso era anche un sacrilegio. E se l'azione congiunta ha portato ad una così brillante soluzione lo si deve anche al fatto che i riflettori sono sempre accesi su questo tipo di reati''. Il vescovo vicario dell'Aquila monsignor Giovanni D'Ercole, dopo essersi recato stamane in Questura, ha riconosciuto gran parte dei frammenti della reliquia di Papa Giovanni Paolo II e, commosso, ha spiegato che la reliquia, pur essendo parziale, è comunque ricostruibile. Mancano solo alcune particelle che erano legate a due fili d'oro e che evidentemente sono andate perse nella rottura del vetro che le proteggeva. D'Ercole ha poi espresso "perdono" per i tre ragazzi che hanno rubato la reliquia. "Il perdono di Giovanni Paolo II - ha detto - è sicuramente totale e anche quello delle autorità ecclesiastiche aquilane". Secondo quanto ricostruito, i tre giovani, quando si sono resi conto che il contenuto della teca non era oro e quindi non sarebbe stato smerciabile, se ne sono disfatti seppellendola insieme al crocefisso nella campagne vicine alla Basilica di Collemaggio. I giovani, ha sottolineato il dirigente della squadra mobile Maurilio Grasso, sono stati molto collaborativi e hanno indicato subito il punto in cui avevano seppellito gli oggetti sacri rubati. Si sono liberati della reliquia a Tempera, in un'area parcheggio. Le ricerche dei frammenti mancanti stanno proseguendo con la task force della polizia scientifica ed il cane 'molecolare', specializzati nella ricerca di tracce ematiche. L'idea del furto è venuta perché uno di loro è un elettricista e aveva svolto dei lavori nell'area della chiesa: collegandosi con il palo dell'elettricità, è riuscito a fare luce all'interno e ad impossessarsi degli oggetti. Poi si è allontanato con il complice, mentre il terzo li aspettava in auto ad Assergi. Si tratta di ragazzi che ''saltuariamente fanno uso di stupefacenti e sono dediti a questi piccoli reati senza ulteriori particolari finalità criminose'', ha sottolineato la questura in una nota.