Monaco, 1 feb. (Adnkronos) - "L'Ucraina si trova sull'orlo di una guerra civile". E' questo l'allarme lanciato da Vitaly Klitschko, l'ex campione del mondo di pugilato diventato uno dei leader dell'opposizione ucraina, in un'intervista rilasciata alla televisione tedesca durante la conferenza per la Sicurezza di Monaco. "Dobbiamo trovare una soluzione intermedia per entrambe le parti al fine di evitare la guerra civile", ha aggiunto sottolineando che per raggiungere questo obiettivo "è necessario l'appoggio dei Paesi amici". Klitschko, che a Monaco insieme ad altri leader dell'opposizione ha in agenda incontri con molti dei partecipanti alla conferenza, ha sottolineato l'importanza dell'incontro con il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier. "La Germania ha un ruolo molto importante in Europa a livello geopolitico", ha detto. Intanto, l'opposizione ucraina ha respinto l'offerta dell'Onu di fare da mediatore con il governo di Kiev. "In questo momento, ci serve di risolvere i problemi dell'Ucraina attraverso il contatto diretto con i partner occidentali del Paese", ha detto l'ex ministro degli Esteri Arsenij Jaceniuk, dopo aver avuto un colloquio con il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon. Il coinvolgimento dell'Onu verrà richiesto solo come ultima possibilità, ha aggiunto Jaceniuk, citato dall'agenzia stampa russa Interfax. Sul fronte opposto, la polizia ucraina sta indagando su un tentativo di colpo di Stato in connessione con le proteste antigovernative che agitano il paese da novembre. Lo ha reso noto Maxim Lenko, esponente del Servizio di Sicurezza (Sbu), spiegando che prove in tal senso sono state raccolte durante il raid effettuato a dicembre dalla polizia nel Partito della Patria, la formazione politica dell'ex premier Yulia Tymoshenko. Secondo queste informazioni, ha affermato Lenko, vi sono prove che i manifestanti volevano provocare una reazione violenta della polizia in modo da minare l'autorità del presidente Viktor Yanukovych e del suo governo. Il partito della Patria, principale forza di opposizione, ha respinto le accuse, considerandole una provocazione. Da Monaco, intanto, arrivano le prese di posizione dei partner occidentali del Paese. "Il futuro dell'Ucraina è in Europa", ha scandito il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, ricordando che l'accordo di associazione con l'Unione Europea - la cui firma, bloccata lo scorso novembre dal governo di Kiev, ha dato il via alle proteste anti-governative - è ancora sul tavolo. Gli Usa si schierano al fianco del popolo ucraino. "In nessun posto la lotta per un futuro democratico ed europeo è importante quanto in Ucraina. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea sono al fianco del popolo ucraino in questa lotta", ha detto il segretario di Stato americano John Kerry. Ferma sulle sue posizioni la Russia. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov accusa l'Europa di alimentare le proteste violente in Ucraina. "Cosa ha a che vedere con la democrazia l'aumento delle proteste violente?", ha detto Lavrov nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Bruciare edifici del governo, attaccare la polizia... perché i politici europei alimentano queste cose? Perché nessuno critica questi atti?", ha aggiunto il capo della diplomazia russa.