Roma, 4 feb. (Adnkronos) - Estate 2012, a Scampia si torna a sparare. Numerosi omicidi scuotono la periferia nord di Napoli: è la seconda guerra di camorra. Protagoniste le famiglie malavitose Amato, Pagano, Riccio e Di Lauro. Gli equilibri si spezzano, sul piatto del business criminale c'è il controllo della droga, un fiume di soldi. Le alleanze non contano più, i cartelli si dividono. E' l'inizio di una vera e propria guerra di camorra che lascerà sul terreno oltre dieci vittime. Il ministero dell'Interno costituisce un pool di investigatori per mettere fine alla mattanza, e stila uno speciale elenco dei più pericolosi latitanti napoletani. Il lavoro del Servizio Centrale Operativo della Polizia, della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Scampia, porta i suoi frutti: vengono assicurati alla giustizia molti dei protagonisti della faida di Scampia. Con l'arresto di Mariano Riccio considerato il capo del clan Amato-Pagano e catturato in una villetta di Qualiano, alla periferia nord di Napoli, sale infatti a 8 il numero dei latitanti di camorra ritenuti di massima pericolosità e operanti nell'entroterra campano arrestati dagli uomini della Squadra Mobile di Napoli coordinati dallo Sco. Prima di Riccio, il 30 dicembre scorso, a finire in manette era stato Angelo Marino, detto 'Demòn', ritenuto reggente del clan Marino, sorpreso in una villa a Castel Volturno (Caserta) dove avrebbe trascorso il Capodanno con la moglie e i figli. Ma il primo arresto eccellente si registra a inizio 2013. Il 4 gennaio finisce in manette Antonio Mennetta, 28 anni, elemento di vertice del clan Vanella-Grassi, coinvolto nella seconda faida di Scampia. Poi tocca a Carmine Cerrato, 42 anni, arrestato il 25 marzo. Elemento di vertice del gruppo Amato-Pagano, detto 'Tekendò', è cognato del boss Cesare Pagano, dell'omonimo cartello camorristico, anch'egli coinvolto nella seconda faida di Scampia e ora in carcere. Come anche Giuseppe Montanera, arrestato il 27 marzo 2013 a Napoli. Per contrastare gli omicidi della guerra di camorra di Scampia fu creato un gruppo di lavoro, coordinato da Andrea Grassi, direttore di una divisione operativa dello Sco, che portò all'arresto di altri importanti latitanti quali Nicola Rullo, 43 anni, assicurato alla giustizia il 15 maggio dell'anno scorso ad Acilia, e Luigi Galletto, 59 anni, arrestato due giorni dopo, il 17 maggio, in provincia di Campobasso, entrambi legati al clan camorristico Contini. E' da ricordare anche la cattura di Manuel Brunetti, 22 anni, finito in manette il 29 agosto 2013 all'aeroporto di Fiumicino, proveniente da Barcellona dove aveva trascorso un lungo periodo di latitanza. E ora la caccia continua. Il cerchio si stringe attorno a Marco Di Lauro, classe 1980. Il boss, inserito nell'elenco dei 30 più pericolosi latitanti italiani, è il figlio di Ciro, detto 'Ciruzzo o milionario', attualmente detenuto. La Mobile di Napoli e gli uomini del Commissariato di Scampia, coordinati dallo Sco, sono sulle sue tracce da tempo.