Corruzione, Visco: ''L'illegalità condiziona la crescita economica''
Roma, 4 feb. (Adnkronos) - ''L'illegalità nelle sue diverse forme, dalla corruzione nell'esercizio di pubblici servizi alle violenze della criminalità organizzata, condiziona pesantemente la crescita economica, impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo, si ripercuote, a volte, sulla stessa possibilità di operare delle imprese''. Lo afferma il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in occasione del convegno 'Legalità e buon funzionamento del sistema finanziario'.
''L'illegalità, in tutte le sue forme, crea distorsioni nel mercato, degrado nella società civile e nei suoi principi etici, distrugge forza lavoro, arriva a compromettere l'ecosistema del nostro territorio'', continua Visco. Ma ''la Magistratura e le Forze dell'ordine non possono rimanere isolate nell'azione di contrasto - continua Visco -. La Banca d'Italia vi contribuisce con il proprio impegno, in primis sul piano istituzionale e della collaborazione tra Autorità, nella certezza che il contrasto viene alimentato dalla coesione, dai meccanismi di cooperazione, dalle sinergie nel restringere, nell'ambito dei rispettivi ruoli, i varchi nei quali la criminalità riesce a farsi oggi spazio''.
''Altrettanto importante è l'azione della Banca d'Italia nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio - avverte -. Il disvalore di tale fenomeno è un fatto acquisito nell'evoluzione legislativa, nell'analisi giuridica ed economica e nella coscienza civile. Il riciclaggio mina il corretto funzionamento dei mercati, costituendo il canale di trasmissione tra criminalità ed economia legale. La potenziale esposizione del sistema finanziario a strumento, anche inconsapevole, di tale trasmissione rende essenziale la costituzione di solidi presidi rispetto a tale rischio''.
''In questi anni il sistema bancario italiano - prosegue Visco - ha, nel suo complesso, dato buona prova della propria capacità di resistere anche a fenomeni avversi di grande portata: la crisi finanziaria mondiale, le tensioni sui debiti sovrani, la doppia recessione''. ''La profondità della crisi attraversata dal nostro paese ha però avuto ripercussioni negative sulla qualità dei prestiti, soprattutto quelli alle imprese'', ricorda Visco. E allora, sottolinea, ''potranno configurarsi in taluni casi esigenze di ricapitalizzazione: la legalità delle attività svolte, la trasparenza e la correttezza dei comportamenti rappresenteranno per gli intermediari un fattore determinante per attrarre nuovi investitori nell'eventualità di un ricorso ai mercati''.
