Firenze, 6 feb. - (Adnkronos) - ''Oggi siamo in una fase in cui la situazione contingente del Parlamento e del dibattito politico permette una straordinaria occasione: realizzare delle riforme chiare e concrete''. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi, segretario del Pd, nel suo intervento nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio al convegno di Confindustria ''Le città metropolitane: una riforma per il rilancio del Paese''. Renzi ha parlato anche della riforma del Senato, precisando che c'è l'accordo delle principali forze politiche per farlo diventare ''una Camera delle autonomie''. Renzi ha delineato l'immagine di un Senato non elettivo, formato da 108 sindaci, dai presidenti di Regione e da una ventina di rappresentanti della società civile, per un totale di 150 senatori. Il Senato non darà la fiducia ma parteciperà all'elezione del presidente della Repubblica. E' questa la proposta di trasformazione del Senato che Matteo Renzi intende presentare oggi alla Direzione nazionale del Pd e che il partito dovrebbe fare propria in aula. Una trasformazione radicale della cosiddetta «camera alta», che fino ad oggi è stata però unicamente un doppione di Montecitorio, con le stesse identiche prerogative e un legame solo indiretto con le regioni (i senatori sono eletti con ripartizione dei seggi su base regionale, ma nulla più). Le Province sono un altro capitolo delle riforme da fare. «Sul superamento delle Province - ha sottolineato il segretario del Pd - non c’è l’accordo di tutti. Noi vogliamo che il 25 maggio non si voti per le Province, è possibile se il Ddl Del Rio avrà in queste ore la svolta al Senato. Questo consentirà di avere delle Province di secondo livello con i Sindaci protagonisti». Sul fronte delle Città Metropolitane, Renzi ha spiegato che della riforma «se ne parla da trent’anni, da venti sono state istituite» ma «sono una barzelletta, sono rimaste un oggetto misterioso», visto che non c’è stato alcun passaggio di poteri costituzionali/istituzionali.