La crisi blocca i giovani in casa, quasi sette mln vivono con i genitori
Roma, 9 feb. (Adnkronos)- La crisi economica potrebbe frenare anche l'autonomia dei giovani italiani, bloccandoli in casa di mamma e papà. Impedendo loro, insomma, di costruirsi un futuro per conto proprio. Stando infatti a quanto emerge dalle tabelle allegate all'ultimo Rapporto sulla coesione sociale, elaborate su dati Istat, sono 6,964 milioni i giovani italiani tra i 18 ed i 34 anni che nel 2012 vivono con almeno un genitore. Si tratta di ben il 61,2% degli under 35 non sposati.
Di questi, 3,8 milioni sono ragazzi tra i 18 ed i 24 anni, età in cui è fisiologico per i giovanissimi del nostro Paese convivere ancora in famiglia, ma anche di 3,1 milioni di persone tra i 25 ed i 34 anni. La maggioranza, nel complesso, sono maschi pari a quasi quattro milioni (3,948 mln), un milione in più rispetto ai 3 milioni di ragazze che abitano in famiglia. Dai dati, inoltre, emerge un numero in crescita rispetto al 2011 quando i giovani italiani che tra i 18 ed i 34 anni vivevano con almeno un genitore erano 6 milioni 933 mila.
Nel 2010 il fenomeno riguardava complessivamente 6,815 milioni di under 35enni. Ma non solo. Il fenomeno tocca in maniera più decisa il Sud del Paese con oltre 2 milioni (2,036 mln) di under 35 ancora in casa con i genitori, in maggioranza maschi 1,139 milioni contro 897 mila femmine. Anche nel Nord Ovest il numero di under 35 che vive con almeno un genitore è alto e pari ad un milione e 560 mila, seguito dal Centro con 1,295 mln, mentre sono 1,206 milioni nel Nord Est e 868 mila nelle isole.
Per effetto della crisi economica e delle difficoltà occupazionali quasi 4 italiani su dieci, il 37%, hanno chiesto aiuto economico ai genitori che, anche quando non coabitano, restano un solido punto di riferimento per i figli, stando ad una indagine Coldiretti-Ixe' diffusa oggi.
Lo dimostra il fatto, sottolinea la Coldiretti, che le famiglie italiane, "anche quando non coabitano, tendono a vivere a distanza ravvicinata dalle rispettive abitazioni". Secondo il rapporto Coldiretti/Censis 'Vivere bene vivere meglio', infatti, il 42,3% degli italiani abita ad una distanza ravvicinata dalla mamma. Un percorso non superiore a 30 minuti a piedi.
Ed a desiderare una vita trascorsa molto vicino ai propri genitori, o addirittura nella stessa casa, non sono solo i più giovani tra i 18 e i 29 anni, con il 26,4% che abita a meno di mezz'ora dalla famiglia, ma anche persone più adulte.
Tra i 30-45enni del Bel Paese, infatti, ben il 42,5% abita a meno di mezz'ora dalla famiglia di origine, percentuale che balza al 58,5% tra gli adulti con età compresa tra i 45 e i 64 anni. "La tendenza a ricompattare i vari componenti della famiglia è spiegata dall'evoluzione delle funzioni socioeconomiche" rileva la Coldiretti nel suo studio condotto con il Censis.
A segnare il cambiamento, infatti, è stato il passaggio alla famiglia soggetto di welfare che opera come provider di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno" è l'analisi della confederazione degli imprenditori agricoli. La crisi ha dunque attivato la rete di protezione familiare "caratteristica dell'identità nazionale offrendo supporto non solo economico" dice la Coldiretti.
L'accorpamento territoriale delle famiglie è infatti oggi "anche una risposta ai crescenti bisogni di tutela e non è certo estraneo alla tenuta sociale dei territori nella crisi", osserva lo studio.
