Voto svizzero preoccupa l'Europa Credit Suisse: "Rischio calo Pil"
Berna, 10 feb. (Adnkronos/Ats) - Timori e prudenza si intrecciano nelle previsioni di esperti e politici dopo il sì al referendum proposto dall'Udc 'Contro l'immigrazione di massa'. L'esito della consultazione potrebbe avere pesanti conseguenze per l'economia e un impatto negativo sul mercato del lavoro in Svizzera. E' quanto affermano alcuni esperti svizzeri, tra cui gli economisti del Credit Suisse, secondo cui il Prodotto interno lordo (Pil) della Svizzera potrebbe calare di 1,2 miliardi di franchi o dello 0,3% durante il periodo di transizione di tre anni.
L'incertezza legata al risultato del voto potrebbe spingere le imprese ad essere più prudenti nell'assunzione di dipendenti svizzeri e stranieri, precisano gli economisti in una nota. Per quanto riguarda l'impiego, ritengono che durante il periodo di transizione potrebbero essere creati 80mila posti in meno.
Più prudente Boris Zürcher. Il capo della direzione del lavoro presso la Seco (Segreteria di Stato dell'economia) ritiene infatti che sia troppo presto per esprimersi sugli effetti dell'approvazione dell'iniziativa. L'impatto non sarà immediato, ma aumenterà l'insicurezza sul mercato dell'occupazione perché non c'è chiarezza sull'applicazione della decisione, ha rilevato.
Dal canto suo, secondo Yves Fluckiger, professore di economia dell'Università di Ginevra e direttore dell'Osservatorio universitario dell'impiego, il risultato della votazione creerà un "clima nefasto" alle relazioni economiche. L'incognita principale è come reagirà l'Unione Europea. A breve termine, per motivi stagionali, il numero dei disoccupati in Svizzera dovrebbe ancora crescere in febbraio, soprattutto per il rallentamento dell'attività legata all'inverno nel settore edilizio. Un calo dovrebbe poi apparire da marzo per prolungarsi sino all'estate, precisa Flückiger.
Per l'economista dell'Ubs Sibille Duss, l'impatto a breve termine, soprattutto sull'impiego, dovrebbe essere limitato perché "l'accordo attuale tra Berna e Bruxelles resta in vigore". A termine, il previsto ritorno ai contingenti dovrebbe invece rafforzare le difficoltà nel reclutare personale qualificato, soprattutto nel settore medico-sociale, ha indicato l'esperta all'agenzia economica Awp.
Sul fronte politico, l'esito del referendum è definito "preoccupante" dal ministro degli Esteri, Emma Bonino. "Un impatto molto preoccupante, sia per quanto riguarda l'Italia ma anche per gli altri accordi con l'Unione europea, che discuteremo in un punto aggiuntivo" al termine del Consiglio Ue Affari esteri. "Stiamo valutando", aggiunge il ministro, anche possibili conseguenze sugli accordi bilaterali in materia fiscale.
Di segno opposto il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ai microfoni della Radio Svizzera Italiana, dice di accogliere "con grande rispetto questo voto perché quando si pronuncia il popolo chi governa deve tenerne sempre conto. Questo voto cambia un po' la situazione e ci costringe a scendere in campo e l'importante, ora, è farlo subito".
In Europa, la cancelliera Angela Merkel prevede che il voto svizzero creerà grossi problemi. Il governo tedesco "prende atto del risultato del voto popolare e lo rispetta" dichiara il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. "Dal nostro punto di vista tale risultato costituisce tuttavia un problema considerevole". E spetta ora alla Svizzera spiegare all'Unione europea come vuole attuare il voto popolare. Voto che, dichiara il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, "creerà una quantità di difficoltà" al Paese elvetico.
Duro il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: "Non si può trarre beneficio da tutti i vantaggi che derivano dal grande mercato unico europeo e poi scegliere di chiamarsi parzialmente fuori", commenta per la Zdf. "E' difficile limitare la libera circolazione delle persone e non la libera circolazione dei servizi, per esempio".
Per il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, il voto sulla reintroduzione di quote per limitare l'immigrazione "è preoccupante" e rappresenta "una cattiva notizia allo stesso tempo per l'Europa e per gli svizzeri perché una Svizzera ripiegata su se stessa verrà penalizzata". Il governo elvetico ha ora tre anni per tradurre in pratica l'esito del voto "ma questo significa che rivedremo le nostre relazioni con la Svizzera".
