Forza Italia e M5S contro il Colle. Napolitano: complotto? Solo fumo
Roma, 10 feb. (Adnkronos/Ign) - "Complotto? Fumo, solo fumo. Ecco i fatti". E' l'anticipazione di una lettera del presidente Giorgio Napolitano al 'Corriere della Sera', pubblicata sul sito del quotidiano, sui fatti dell'estate 2011.
Il direttore del 'Corriere', Ferruccio De Bortoli, ha dato l'annuncio della missiva del capo dello Stato via Twitter. La lettera arriva dopo le anticipazioni, sul quotidiano, del libro 'Ammazziamo il Gattopardo', scritto dal giornalista americano Alan Friedman, secondo le quali il presidente della Repubblica sondò la disponibilità di Mario Monti per la guida del governo già nell'estate del 2011, mesi prima quindi dell'incarico.
Sulla scia di queste rivelazioni FI e M5S vanno all'attacco del Colle con il senatore Minzolini che invita a valutare l'impeachment. Mentre Enrico Letta si schiera subito con Napolitano e dice no a ''un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà". La presidente della Camera, Laura Boldrini, esprime preoccupazione per il nuovo attacco al Colle.
"Tutti dovrebbero ricordare i fatti reali che costituiscono la sostanza della storia di un anno tormentato, mentre le confidenze personali e l'interpretazione che si pretende di darne in termini di 'complotto' sono fumo, soltanto fumo" scrive Napolitano nella lettera al 'Corriere'.
"I veri fatti, i soli della storia reale del Paese nel 2011, sono noti e incontrovertibili - rimarca il capo dello Stato - Ed essi si riassumono in un sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008". "Basti ricordare innanzitutto - aggiunge Napolitano - la rottura intervenuta tra il Pdl e il suo cofondatore, già leader di Alleanza Nazionale, il successivo distacco dal partito di maggioranza di numerosi parlamentari, il manifestarsi di dissensi e tensioni nel governo (tra il Presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia e altri ministri), le dure sollecitazioni critiche delle autorità europee verso il governo Berlusconi che culminarono nell'agosto 2011 nella lettera inviata al governo dal presidente della Banca Centrale Europea Trichet e dal governatore di Bankitalia Draghi".
"L'8 novembre - ricorda Napolitano - la Camera respinse il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato, e la sera stessa il presidente del Consiglio da me ricevuto al Quirinale convenne sulla necessità di rassegnare il suo mandato una volta approvata in Parlamento la legge di stabilità. Fu nelle consultazioni successive a quelle dimissioni annunciate che potei riscontrare una larga convergenza sul conferimento a Mario Monti, da me già nominato, senza alcuna obiezione, senatore a vita, dell'incarico di formare il nuovo governo".
Napolitano non ha "nessuna difficoltà" a ricordare di aver ricevuto nel suo studio "il professor Monti più volte nel corso del 2011, e non solo in estate: conoscendo da molti anni (già prima che nell'autunno 1994 egli fosse nominato Commissario europeo su designazione del governo Berlusconi), e apprezzando in particolare il suo impegno europeistico che seguii da vicino quando fui deputato al Parlamento di Strasburgo".
"Nel corso del così difficile, per l'Italia e per l'Europa, anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera. Egli appariva allora - e di certo non solo a me - una risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del paese", aggiunge Napolitano.
"Posso comprendere - sottolinea inoltre il capo dello Stato - che l'idea di 'riscrivere', o di contribuire a riscrivere, 'la storia recente del nostro Paese' possa sedurre grandemente un brillante pubblicista come Alan Friedman. Ma mi sembra sia davvero troppo poco per potervi riuscire l'aver raccolto le confidenze di alcune personalità (Carlo De Benedetti, Romano Prodi) sui colloqui avuti dall'uno e dall'altro, nell'estate 2011, con Mario Monti, ed egualmente l'avere intervistato, chiedendo conferma, lo stesso Monti. Naturalmente non poteva abbandonarsi ad analoghe confidenze (anche se sollecitate dal signor Friedman), il Presidente della Repubblica, che 'deve poter contare sulla riservatezza assoluta' delle sue attività formali ed egualmente di quelle informali, 'contatti', 'colloqui con le forze politiche' e 'con altri soggetti, esponenti della società civile e delle istituzioni' (vedi la sentenza n.1 del 2013 della Corte Costituzionale)", conclude Napolitano.
A confermare i contatti con Napolitano lo stesso Mario Monti al Tg1: "Nell'estate del 2011 ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che in caso di necessità dovevo essere disponibile. Ma è assurdo che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un'alternativa se si dovesse porre un problema. Anni prima anche Ciampi discretamente mi contattò per sapere se a certe condizioni sarei potuto essere disponibile".
Insorgono Forza Italia e Movimento 5 Stelle. ''Apprendiamo con sgomento che il capo dello Stato, già nel giugno del 2011, si attivò per far cadere il governo Berlusconi e sostituirlo con Mario Monti. Le testimonianze fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste", affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. ''Nella vicenda che ha condotto alla formazione del governo Monti ci sono troppi punti oscuri - sottolineano - a cominciare da iniziative di consultazioni senza che ve ne fossero i presupposti, cioè la crisi di governo, e a finire alla nomina a senatore a vita di Mario Monti".
Duro il commento del senatore di FI Augusto Minzolini secondo il quale ''andrà valutata sempre con maggiore attenzione, non fosse altro come occasione per ricostruire quei mesi e gettare una luce di verità sulla storia del nostro Paese, la procedura di impeachment nei confronti del presidente Napolitano promossa da altri gruppi politici in Parlamento''.
"E alla fine, tutti saltarono sul carro dell'impeachment - ironizza il gruppo Camera M5S sul blog di Beppe Grillo - C'è voluto qualcuno che ci mettesse la faccia davvero: forse perché ha una faccia pulita, mentre il clan degli scontenti ruminava nelle segrete stanze per cogitare i soliti oscuri sgambetti''. ''Chi vuole inchiodare Re Giorgio alle sue responsabilità accolga le richieste dell'impeachment presentato dal M5S affinché sia discusso pubblicamente in Parlamento al cospetto del popolo italiano", incalzano i grillini. A tornare all'attacco del capo dello Stato è poi lo stesso Beppe Grillo che tuona sul suo blog: ''Un Savoia al posto di Napolitano avrebbe avuto più ritegno". Per poi concludere: ''Impeachment, e così sia!".
Sull'impeachment contro Napolitano "alcuni dicono che mancano gli elementi di fatto - rileva il senatore M5S, Mario Michele Giarrusso - Ma noi non possiamo certo trovare la pistola fumante, bisogna piuttosto vedere se dietro tutti questi atti" che costituiscono i capi d'accusa del M5S contro il capo dello Stato "c'è un disegno. Un disegno proprio e personale, che in tal caso non è un disegno costituzionale. Bisogna capire se il presidente ha travalicato" nello svolgimento delle proprie funzioni, entrando nella sfera "dell'illegittimità".
Agli attacchi replica con fermezza il premier Enrico Letta. "Nei confronti delle funzioni di garanzia che il Quirinale ha svolto nel nostro Paese in questi anni, in particolare nel 2011, è in atto un vergognoso tentativo di mistificazione della realtà", reagisce il presidente del Consiglio. "Le strumentalizzazioni in corso - prosegue la nota di Letta - tentano infatti di rovesciare ruoli e responsabilità in una crisi i cui contorni sono invece ben evidenti e chiari agli occhi dell'opinione pubblica italiana ed europea".
"Il Quirinale - ricostruisce Letta - di fronte a una situazione fuori controllo, si attivò con efficacia e tempestività per salvare il Paese ed evitare quel baratro verso il quale lo stavano conducendo le scelte di coloro che in queste ore si scagliano contro il presidente Napolitano". Agli "attacchi" contro il Quirinale "si deve reagire con fermezza. E si devono semmai ricordare agli smemorati le vere responsabilità della crisi del 2011, i cui danni economici, finanziari e sociali sono ancora una zavorra che mette a repentaglio la possibilità di aggancio della auspicata ripresa economica". "Stupisce la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica", osserva ancora il premier.
la presidente della Camera, Laura Boldrini, esprime preoccupazione per "il nuovo attacco di queste ore contro il Capo dello Stato e il fondamentale ruolo di garanzia che da anni continua a svolgere. Al Presidente Napolitano voglio rinnovare pubblicamente la più sentita solidarietà, che ho già avuto modo di esprimere nell'incontro di oggi pomeriggio al Quirinale''.
A intervenire è anche Matteo Renzi che definisce ''inaccettabile l'attacco di queste ore contro il presidente Napolitano. Al capo dello Stato, che come sempre anche in quella circostanza agì nell'interesse esclusivo degli italiani - sottolinea il segretario del Pd - va la più affettuosa solidarietà delle democratiche e dei democratici''.
