'Ndrangheta, maxi-blitz di Polizia e Fbi. Arresti in Italia e negli Stati Uniti
Roma, 11 feb. - (Adnkronos/Ign) - Vasta operazione internazionale tra Usa e Italia contro la ‘ndrangheta e il traffico internazionale di droga. L'inchiesta, denominata 'New Bridge', vede il coinvolgimento di agenti dell'Fbi di New York e ha permesso di smantellare un vero e proprio 'ponte' del narcotraffico tra la Calabria e New York, gestito dalla 'ndrangheta e da Cosa Nostra, con il passaggio di stupefacenti dal Sud America all'Italia e poi negli Stati Uniti.
I provvedimenti emessi sono 26: 18 di fermo e altri 8 sono in via di esecuzione a New York, dove sta operando congiuntamente un 'team' operativo della Polizia italiana e dell'Fbi. Per tutti l'accusa è di traffico internazionale di stupefacenti, armi e riciclaggio di denaro. Oltre 40 gli indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga ed associazione mafiosa.
Gli arresti e i fermi sono stati eseguiti dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato nelle province di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Torino, Benevento, Catanzaro. Altre catture e perquisizioni sono, invece, in fase di esecuzione a New York dove, a quanto apprende l'Adnkronos, è giunto anche Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria che ha coordinato l'inchiesta insieme al magistrato di New York, Cristina Posa.
Fra gli arrestati ci sarebbe anche Francesco Ursino, considerato a capo dell'omonima cosca di Gioiosa Ionica, soggetti legati alla famiglie Simonetta e personaggi stranieri ed italo-americani. Uno di loro - arrestato a New York - risulta legato alla famiglia mafiosa 'Gambino' di cosa nostra americana. L'uomo è accusato dalle Procure antimafia di Reggio Calabria e di New York di aver realizzato, con esponenti della 'ndrangheta jonico-reggina, trattative per l'apertura di un canale di traffico di cocaina fra il Sud America ed il porto di Gioia Tauro.
L'inchiesta - coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria - avrebbe scoperto una organizzazione della 'ndrangheta della ionica calabrese operante fra Italia, Stati Uniti, Canada, Centro e Sudamerica. Secondo gli investigatori, spiega una nota della Polizia, i cartelli calabresi avevano assunto concrete e avanzate iniziative per la pianificazione e la realizzazione di compravendita di droga lungo l'asse Calabria-New York e destinato al porto di Gioia Tauro.
Nel corso delle investigazioni - svolte con intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche - sono stati impiegati in Italia e negli Stati Uniti agenti sottocopertura che hanno permesso il sequestro di oltre 3 chilogrammi di eroina e 5 di marijuana. I sequestri di droga, svolti nel corso delle indagini con operazioni sottocopertura, sono stati disposti a New York e Reggio Calabria, da parte delle rispettive Autorità giudiziarie. Le indagini hanno permesso di sventare la consegna di container, con partite centinaia di chili di cocaina, organizzato fra la Guyana ed il porto di Gioia Tauro. La droga sarebbe giunta in Italia dalla Guyana, sciolta in barattoli di cocco ed ananas.
"Con l'operazione 'New Bridge' abbiamo colpito il cuore della criminalità organizzata internazionale", ha detto il procuratore federale di Brooklyn, Marshall Miller, in una conferenza stampa convocata alla Procura nazionale antimafia, a Roma. "La 'ndrangheta cercava di costruire un 'ponte' tra la Calabria e gli Stati Uniti -ha spiegato Miller- ma non si sono accorti che già esisteva da decenni un ponte molto più forte e autorevole: quello delle forze dell'ordine e delle autorità italiane e americane, costruito in anni di collaborazione. La nostra lotta, congiunta, continua'', ha assicurato il procuratore federale di Brookly
