Roma, 12 feb. (Adnkronos) - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della legge Fini-Giovanardi , nella parte in cui equipara le droghe pesanti e quelle leggere. A giudizio della Consulta, la legge viola l'articolo 77 della Costituzione, che regola la conversione dei decreti legge. Dopo la bocciatura, rivive la legge Iervolino-Vassalli. Contattato immediatamente dall'Adnkronos, il senatore di Ncd Carlo Giovanardi ha detto di non aver "nessun commento finché non vedo, con i nostri consulenti giuridici, cosa la Consulta ha cassato esattamente". Per Giovanni Serpelloni, capo Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, è necessario rispettare la decisione della Corte "ma bisognerà anche comprendere quali saranno le ricadute in termini di programmazione e gli impatti sanitari sulla salute pubblica di un ritorno al passato di questo tipo''. E aggiunge: "La legge Iervolino-Vassalli è stata fatta in un periodo in cui c'erano certi tipi di droga che non esistono praticamente più, in cui la percentuale di Thc nella cannabis era del 5% mentre ora siamo arrivati fino al 55%". Nella nota della Consulta, si legge, "l'illegittimità costituzionale" è stata dichiarata "per violazione dell'art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge, degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall'art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti)''.