Bce: la ripresa è ancora a rischio Italia al top per disoccupazione giovanile
Roma, 13 feb. - (Adnkronos/Ign) - Continua la "moderata ripresa economica della zona euro" ma "i rischi per le prospettive di crescita continuano a essere orientati al ribasso". Lo rileva la Bce nel bollettino mensile in cui evidenzia che il recupero del pil sarà "lento" .
"La dinamica dei mercati monetari e finanziari mondiali e le connesse incertezze, soprattutto nei paesi emergenti, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche", si legge nel testo. "Altri rischi al ribasso includono una domanda interna e una crescita delle esportazioni inferiori alle attese - si aggiunge - e una lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell'area dell'euro".
L’istituto centrale si aspetta che l'inflazione dell'Eurozona nei prossimi mesi "resti sui livelli attuali". I tassi, promette la Bce, resteranno sui livelli attuali o inferiori a lungo. "Le aspettative di inflazione per l'area dell'euro nel medio-lungo termine continuano a essere saldamente ancorate in linea con l'obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%", si legge nel testo della Bce. "L'area dell'euro attraversa un prolungato periodo di bassa inflazione, al quale farà seguito un graduale andamento al rialzo verso livelli inferiori ma prossimi al 2%". "Le recenti indicazioni avvalorano appieno la decisione del Consiglio direttivo di mantenere un orientamento accomodante di politica monetaria finché sarà necessario; ciò sosterrà la graduale ripresa dell'economia nell'area dell'euro" conclude l'Eurotower.
Le aspettative degli economisti dei centri studi e delle istituzioni finanziarie sulla crescita dell'Eurozona indicano l'1,1% per il 2014 e l'1,5% per l'anno successivo, in linea con i dati di tre mesi fa. La Survey of profesional forecasters di Francoforte segnala poi attese di un'accelerazione all'1,7% nel 2016 e all'1,8% nel lungo termine, cioè nel 2018.
Nel bollettino si rivela anche che cresce la disoccupazione giovanile nella zona euro, con l'Italia al top della classifica dietro a Grecia e Spagna. Atene e Madrid vestono infatti la maglia nera con "valori compresi fra il 50 e il 60%". Mentre per il nostro Paese, insieme a Portogallo e Cipro, gli indici sono "prossimi al 40%".
Dall'avvio della crisi finanziaria il tasso di disoccupazione giovanile, definito come il rapporto tra il numero dei giovani disoccupati (di età compresa fra i 15 e i 24 anni) e la forza lavoro nella stessa fascia d'età, ha registrato un aumento considerevole nell'area dell'euro, dal 15% circa nel 2007 al 24% nel 2013 1)", afferma la Bce. "Sia il livello sia l'incremento del tasso di disoccupazione risultano molto più elevati per i giovani (fascia di età 15-24 anni) che per gli agli altri lavoratori (oltre 24 anni)".
Per la Bce "i paesi dell'area dell'euro non dovrebbero vanificare gli sforzi di risanamento già compiuti e dovrebbero ricondurre i debiti pubblici elevati su un sentiero discendente nel medio termine".
"Le strategie di bilancio - prosegue - dovrebbero essere in linea con il Patto di stabilità e crescita e assicurare una composizione dell'aggiustamento favorevole alla crescita che coniughi il miglioramento della qualità e dell'efficienza dei servizi pubblici con la limitazione al minimo degli effetti distorsivi dell'imposizione fiscale". Per l'Eurotower "se accompagnate dalla risoluta attuazione di riforme strutturali, tali strategie daranno ulteriore sostegno all'ancor fragile ripresa dell'economia".
Ecco perché "i governi devono quindi proseguire le riforme dei mercati dei beni e servizi e del lavoro - si legge - queste contribuiranno a migliorare il potenziale di crescita dell'area dell'euro e a ridurre i tassi di disoccupazione elevati in molti paesi".
