Crisi, monito di Squinzi: "Paese stremato. Serve un governo capace di dare risposte"
Roma, 20 feb. (Adnkronos/Ign) - "Noi ci auguriamo che sia un governo veramente capace di operare per dare risposte a un Paese che è allo stremo da una crisi che sta durando da ormai sei anni e ha bisogno di uscirne il prima possibile". Così il leader di Confindustria Giorgio Squinzi a margine di un convegno sulle reti di impresa.
A tenere banco c'è sempre la scelta del ministro dell'Economia: tencico o politico? "Quello che noi sognamo è un ministro che possa operare, che possa prendere provvedimenti che servono all'economia e al sistema delle imprese del nostro paese" sottolinea il numero uno di Viale dell'Astronomia.
Qualcuno fa il nome di Delrio. "Sui singoli permettetemi di non esprimermi. A livello personale ho molta amicizia e molto rispetto per Delrio. Sicuramente in assoluto è un buon nome ma permettetemi di non esprimere giudizi".
Squinzi rivolge però un appello al premier incaricato Renzi: la poltica industriale torni al centro dell'agenda politica economica del governo. Una centralità necessaria, questa, per mettere in condizione il mondo produttivo "di affrontare il susseguirsi di cambiamenti strutturali con l'adeguata velocità di adattamento".
L'industria, d'altra parte, è strategica per il Paese e, aggiunge, "nonostante la produzione si sia ridotta dal 2008 a oggi di oltre il 25% e sia andata in frantumi una quota importante del potenziale manifatturiero, il nostro sistema produttivo va avanti ,con molti punti di eccellenza, sostenendo il mercato interno, le esportazioni e la capacità innovativa del sistema".
Ma non solo. Al nuovo governo che a breve si troverà a guidare il Paese rinnova le richieste delle imprese, da oltre un anno sul tavolo della politica: ridurre i costi che gravano sulle imprese e che sono legati al lavoro, alla fiscalità, all'energia; sviluppo delle infrastrutture e delle reti; regole chiare e stabili; una burocrazia meno soffocante e invasiva.
Per il leader di Confindustria, la revisione dell'architettura istituzionale del Paese "non è più rinviabile" e dovrà puntare "a sovvertire la gerarchia delle priorità, mettendo al primo posto la capacità del sistema di decidere, attraverso processi decisionali più veloci, regole più semplici e un'amministrazione pubblica più snella". "È una occasione che non può sfuggire", dice ancora consapevole che l'intervento richieda " lavoro e impegno". Ma la definizione di un sistema istituzionale e amministrativo efficiente "diventa essenziale"; un 'tema caldo', aggiunge a cui la politica sarà costretta a rispondere "se intende ricucire un rapporto con i cittadini".
Confindustria resta comunque fiduciosa: "come imprenditori dobbiamo esserlo", spiega ancora. E conclude ribadendo che "non c'è ripresa senza impresa".
