'Ndrangheta, arrestati ex capo Mobile di Vibo Valentia e legale dei Mancuso
Catanzaro, 25 feb. (Adnkronos) - Due funzionari di polizia e un avvocato sono stati arrestati questa mattina dalla Squadra mobile e dai carabinieri di Catanzaro. Si tratta dell'ex capo della squadra mobile di Vibo Valentia Maurizio Lento e del suo vice Emanuele Rodonò, e dell'avvocato Antonio Carmelo Galati, difensore dei Mancuso. I primi due devono rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, il legale di associazione mafiosa.
Di quadro ''raccapricciante'' ha parlato il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, spiegando che esistono numerose intercettazioni: "In una di queste, tra Galati e Pantaleone Mancuso veniva garantita l'assenza di indagini da parte della Polizia di Stato e si rimarcava la differenza rispetto a quando la Squadra Mobile era diretta da Rodolfo Ruperti. Dicevano ora le cose sono cambiate non dobbiamo temere più nulla. Galati era il consigliere del gruppo Mancuso anche in materia di recupero crediti e per notizie veicolate dal carcere. Aveva messo in piedi un clima goliardico per ottenere notizie su indagini in corso, sulle strategie delle Procure e sulle direttive che la Procura dava alla polizia giudiziaria. Voleva persino incidere sulla strategia''.
Poi fa riferimento ad un'intercettazione in cui l'avvocato Galati e il capo della Squadra Mobile Lento parlavano delle strategie della Procura di Catanzaro. ''Questa è una cosa gravissima'', rispondeva il legale quando il poliziotto gli confidava l'orientamento della magistratura inquirente nel contestare reati associativi agli indagati.
Tra gli aspetti che emergono dall'inchiesta, nel 2011, su impulso della Direzione distrettuale antimafia, furono creati gruppi di lavoro per indagare sulla cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) ma da parte della Squadra Mobile Vibonese non ci fu alcun contributo.
Un'altra delle premesse accertate nelle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro e dai carabinieri del Ros è che la Squadra Mobile di Vibo Valentia fece un controllo a casa di Pantaleone Mancuso soprannominato 'l'ingegnere'' che si trovava sottoposto a obblighi. Nonostante non fosse stato trovato a casa, non sono mai seguiti ulteriori controlli nei giorni successivi.
Ancora, hanno rilevato i magistrati in conferenza stampa, ci sono annotazioni di servizio che riguardano la cosca Mancuso mai trasmesse alla Dda di Catanzaro. In una ulteriore occasione, l'avvocato Galati consigliò ad un altro legale che assisteva uno degli esponenti della famiglia Mancuso di ritirare la richiesta di rilascio del passaporto sulla quale aveva dichiarato il falso indicando di non avere precedenti penali. La sua preoccupazione, apparentemente ingiustificata, non essendo coinvolto direttamente, è risultata sospetta agli occhi di investigatori e inquirenti.
''Questa è una terra di infiltrazioni. La mafia si infiltra dappertutto e purtruppo ci si lascia infiltrare'', ha commentato il procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo. ''Non sono così sicuro - ha proseguito il magistrato - che dopo aver fatto pulizia le cose cambino rapidamente. Altrimenti dopo l'inchiesta do ut des queste cose non sarebbero dovute accadere''. Il riferimento è ad una precedente inchiesta che aveva coinvolto lo stesso avvocato Antonino Galati arrestato questa mattina.
Il procuratore Lombardo ha ribadito la fiducia della magistratura nelle forze dell'ordine tuttavia ''dobbiamo stare attenti'', ha avvertito. ''Sarà importante ora vedere -ha aggiunto- cosa i soggetti colpiti dalla misura avranno da dire''. Il procuratore capo di Catanzaro ha sottolineato più volte che si tratta di una ''vicenda complessa che ha profili di delicatezza ma che andava ricostruita con competenza tecnica e professionale''.
