Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Nuovo stop per il cosiddetto decreto legge 'salva Roma', vale a dire il provvedimento sugli Enti locali che recepiva le norme contenute in un precedente testo, decaduto alla fine dell'anno scorso, per intervenire sul deficit del Comune di Roma. La decisione è arrivata nella Conferenza dei capigruppo della Camera, una volta che il governo ha preso atto della volontà di non ritirare gli emendamenti da parte del Movimento 5 stelle e della Lega, circostanza che avrebbe reso quindi impossibile convertire il decreto entro venerdì prossimo, 28 febbraio. A questo punto, come ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, l'esecutivo emanerà un nuovo provvedimento, contenente le disposizioni necessarie per scongiurare il rischio default per la Capitale. "Di fronte all'indisponibilita' della Lega Nord e del M5S in Capigruppo di non voler ritirare gli emendamenti, con la conferma dell'ostruzionismo in Aula che renderebbe matematicamente impossibile l'approvazione del decreto entro il 28, il governo -ha spiegato il ministro in Assemblea- ha deciso di non insistere con l'esame del provvedimento, impegnandosi nel contempo a recepire con un diverso provvedimento, quelle che sono le norme ritenute indispensabili e di primaria importanza". In particolare, l'esponente dell'esecutivo aveva ricordato che nel testo c'erano "disposizioni non solo per Roma, ma anche per Milano e le misure per gli aiuti dovuti alla Sardegna per i danni prodotti dal maltempo nel mese di novembre. Oltre alle disposizione sui cosidetti affitti d'oro". Ora sono in corso contatti tra presidenza del Consiglio e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, per cercare di trovare soluzioni in grado di superare la delicata situazione che si è creata, ma la polemica politica è accesa. "Vittoria della Lega. Il governo ritira il decreto 'salva-Roma' e gli italiani risparmiano 1 miliardo di euro, che sarebbe finito a tappare il buco della citta' piu' indebitata del mondo", esulta il segretario del Carroccio, Matteo Salvini. "E' un atto, quello compiuto dell'ostruzionismo, irresponsabile, allarmante, bizzarro", replica il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Tutto cio' -aggiunge- dimostra come a volte si metta in primo piano l'interesse all'apparire con posizioni strumentali e in secondo piano l'interesse per le famiglie. Mi auguro, che ora, si possa rimediare al piu' presto". ''Con l'affossamento del 'salva Roma', per la seconda volta in due mesi, le opposizioni hanno vinto oggi l'Oscar dell'irresponsabilita'. Confidiamo che il governo sappia porre rimedio a questo pastrocchio targato Lega e Cinque Stelle, restituendo alla Capitale d'Italia le risorse necessarie per il proprio ruolo", concorda Michele Meta, del Pd, presidente della commissione Trasporti della Camera. Ma Linda Lanzillotta, di Scelta civica, vicepresidente del Senato, che sul provvedimento non aveva risparmiato critiche, avverte: "nessun governo se la sente di difendere un pessimo decreto come il 'salva Roma' ma, dopo i richiami del Presidente della Repubblica e della Corte costituzionale sul rispetto delle regole in materia di decreti legge, una terza edizione delle stesse norme in un altro decreto sarebbe evidentemente improponibile".