Roma, 27 feb. (Adnkronos/Ign) - Riprenderà nel pomeriggio di martedì prossimo, 4 marzo, l'esame nell'Aula della Camera della legge elettorale. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo. Dopo l'esaurimento della discussione generale e il voto con il quale sono state respinte le pregiudiziali di costituzionalità e di merito nelle settimane scorse, inizieranno le votazioni sugli emendamenti. Considerando il numero di quelli presentati e la possibilità concessa dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, di triplicare la possibilità di esaminare le proposte di modifica, sono attese 225 votazioni, anche se è stata accolta la richiesta del capogruppo del Nuovo centrodestra, Enrico Costa, di riaprire fino a lunedì alle 12 il termine per la presentazione di altri emendamenti, alla luce dei dati emersi dalle prove di simulazione sul sistema di voto. Sempre per decisione di Boldrini, il contingentamento dei tempi è stato aumentato e fissato in 22 ore, delle quali un'ora e cinquanta è già stata utilizzata. E' presumibile quindi che entro giovedì possa arrivare il voto finale. Soddisfatto il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, che su Twitter scrive: "Martedì legge elettorale all'esame dell'aula. Impegno mantenuto. Sarà il primo passo per una vera stagione di riforme". Intanto, in uno dei passaggi della sua relazione, il presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri, ha sottolineato che uno dei punti critici che ha portato alla sentenza di bocciatura della Consulta sulla legge elettorale è ''quello delle liste cosiddette bloccate''. Questo tipo di liste ''contengono elenchi spesso assai lunghi di candidati, difficilmente conoscibili dai cittadini elettori, con il risultato che 'manca il sostegno dell'indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione'''. Inoltre, ''la previsione di un cospicuo premio di maggioranza'' nella legge elettorale ''senza la fissazione di una soglia minima per la sua applicazione deve essere considerata come una disciplina manifestamente irragionevole che comprime la rappresentatività dell'assemblea parlamentare, attraverso la quale si esprime la sovranità popolare, in misura sproporzionata rispetto all'obiettivo perseguito, incidendo anche sull'eguaglianza del voto''. In uno dei passaggi della sua relazione Silvestri ha poi spiegato che ''la Costituzione non prevede un particolare sistema elettorale, né la Corte costituzionale ha alcuna competenza a colmare questa lacuna''. La legge elettorale, ha rimarcato Silvestri, ''deve prevedere un meccanismo di trasformazione dei voti in seggi che, pur assicurando la necessaria rappresentanza alle diverse articolazioni della società civile, miri a rendere possibile la formazione di governi stabili fondati su maggioranze non fluttuanti''.