Congresso Pse a Roma, parla Renzi
Roma, 1 mar. (Adnkronos/Ign) - Il premier Matteo Renzi interverrà in mattinata al congresso del Partito Socialista Europeo, in corso a Roma. Dopo una serie di incontri bilaterali con alcuni leader europei, il presidente del Consiglio è giunto in sala prendendo posto, in prima fila, tra Martin Schulz e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Con quest'ultima Renzi ha avuto un lungo colloquio.
"Senza il Pd la nostra famiglia non sarebbe stata completa", ha detto il leader del Pse Sergei Stanishev salutando l'ingresso del partito di Renzi nella suo raggruppamento politico europeo. Nel suo intervento di apertura il bulgaro Stanishev ha poi sottolineato che i conservatori hanno "deluso" i cittadini europei, ma ora con le elezioni per il Parlamento Europeo "un'altra Europa è possibile".
Circondato sul podio da giovani attivisti di tutti i 28 paesi dell'Ue, Stanishev ha usato più volte il termine "famiglia" per descrivere il suo raggruppamento politico. E nello spiegare il senso della candidatura di Schultz, ha sottolineato come il Pse sia basato sui "valori di libertà, solidarietà e giustizia", voglia mettere "il lavoro al primo posto", costruire "un'Europa sociale", con un "settore finanziario al servizio del cittadino" e un "mutuo rispetto fra le nazioni"
In apertura del congresso anche l'intervento del neo ministro degli Esteri Federica Mogherini. "Non esistono la Germania, la Grecia o la Finlandia - ha detto - ma i conservatori o i progressisti". E noi vogliamo essere "identificati per il nostro orientamento politico, non per la nostra nazione". La candidatura di Martin Schultz alla Commissione Europea è la dimostrazione di "un'agenda comune che cambierà la politica europea -ha dichiarato ancora Mogherini- il governo italiano e il Pd sosterranno questo processo per cambiare non solo l'Italia ma l'Europa".
Una volta entrato in sala, Pierluigi Bersani è stato accolto da un lungo applauso. Dal palco del congresso è stato ringraziato Bersani per quanto ha fatto da segretario del Pd per il percorso di adesione del Partito democratico alla famiglia del Pse.
Il manifesto in dieci punti del Pse, approvato all'unanimità dal Congresso, pone il lavoro al primo posto. Ed ecco in dettaglio i dieci punti: 1) lavoro al primo posto. Di fronte a 27 milioni di disoccupati in Europa, il Pse vuole una "nuova politica industriale", la promozione di tecnologie verdi e tutele per i lavoratori, con la fine del dumping sociale, parità di salario per pari lavoro e un "decente salario minimo attraverso l'Europa". 2) rilancio dell'economia con "innovazione, ricerca, formazione e una politica inteligente di reindustrializzazione". L'obiettivo è "maggior spazio di manovra per gli investimenti nei bilanci nazionali", ma anche un maggior coordinamento delle politiche economiche e fiscali, con priorità alla lotta contro l'evasione fiscale.
3) mettere il settore finanziario al servizio del cittadino e dell'economia reale con nuove regole per il settore bancario, limiti per i bonus ai banchieri e l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. 4) lotta per un'Europa sociale che "non lasci nessuno indietro". 5) un'Europa che tuteli parità e diritti della donna, che combatta razzismo, sessimo e omofobia. 6) un'Europa della diversità, con libertà di movimento per i cittadini e "vera solidarietà" fra i paesi membri. 7) diritto ad una vita sana e sicura per tutti i cittadini europei. 8) più democrazia e partecipazione 9) un'Europa verde. 10)promozione dell'influenza Europa nel resto del mondo.
