Washington, 2 mar. (Adnkronos) - Tensione altissima in Ucraina. Il governo di Kiev ha annunciato che richiamerà tutti i suoi riservisti, in seguito alla decisione Russia di autorizzare il dispiegamento delle truppe. Si stima che l'Ucraina abbia circa un milione di riservisti, mentre la forza militare attiva conta 160mila unità. L'America, intanto, condanna senza mezzi termini la prova muscolare di Putin in Ucraina e ammonisce ulteriormente Mosca contro il ricorso della forza in difesa delle popolazioni di origine russa. Mentre le tv di tutto il mondo diffondevano le immagini delle esercitazioni militari russe al confine della Crimea e le operazioni in corso nella regione autonoma ucraina, il presidente Obama, riferisce la Casa Bianca, ha parlato al telefono con Putin facendo presente che ''gli Stati Uniti chiedono alla Russia di abbassare il livello di tensione, ritirare le forze nelle basi di Crimea e astenersi da qualsiasi interferenza altrove in Ucraina''. Questa è la seconda telefonata intercorsa tra i due leader in poco più di una settimana, giorni che hanno visto l'epicentro della crisi spostarsi rapidamente da Kiev a Simferopoli, la capitale della Crimea, e a Sebastopoli, roccaforte della flotta militare russa. Durante i 90 minuti di conversazione Obama non ha risparmiato toni duri alla controparte. Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, il presidente Usa ha infatti dato voce alla sua ''profonda preoccupazione per l'evidente violazione della sovranità Ucraina e della sua integrità territoriale''. Cosa che - si legge - ''infrange il diritto internazionale''. ''Se Mosca ha timori per il trattamento della minoranza etnica russa in Ucraina - ha chiarito il presidente americano - deve farvi fronte nel modo più appropriato e pacificamente, con il dispiegamento di osservatori internazionali sotto gli auspici di organizzazioni di cui la Russia fa parte, come il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce)''. Il presidente Obama ha quindi insistito per l'apertura del dialogo tra Mosca e Kiev. Al contrario, ammonisce, se il presidente Putin continuerà a calpestare le legittime aspirazioni degli ucraini, ''le persistenti violazioni influirebbero negativamente sullo status della Russia nella comunità internazionale''. In un altro passaggio del comunicato, la Casa Bianca conferma che gli Usa non parteciperanno alle riunioni preparatorie del G8. E se le violazioni dovessero continuare - avverte Obama - ciò porterebbe al ''più grande isolamento politico ed economico'' della Russia. Dal canto suo il presidente Putin, riferisce il Cremlino, ha risposto dicendo che ''nel caso di una qualsiasi ulteriore violenza nell'est dell'Ucraina e in Crimea, la Russia si riserva il diritto di proteggere i suoi interessi e quelli della popolazione russofona che vive in quelle regioni''. Putin ha denunciato al presidente americano le ''azioni criminali e provocatorie da parte degli ultranazionalisti che sono di fatto sostenuti dalle autorità al governo a Kiev''. Il presidente russo ha sentito al telefono anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. La Russia, ha detto Putin, ''non potrà non essere coinvolta e farà ricorso a qualsiasi misura necessaria, nel rispetto del diritto internazionale, qualora ci sarà una qualsiasi forma di escalation di violenze contro la popolazione russofona delle regioni orientali dell'Ucraina e della Crimea''. Entrambe le parti ''hanno sottolineato la necessità di prevenire una ulteriore escalation della crisi in Ucraina'', conclude un comunicato del Cremlino. Putin ha parlato anche con il presidente francese Fancois Hollande, su iniziativa di quest'ultimo, a cui ha parlato della sua valutazione della situazione in Ucraina sottolineando che ''vi è una minaccia reale per le vite dei cittadini russi e dei nostri compatrioti''.