Roma, 6 mar. (Adnkronos/Ign) - Islam radicale, proteste per la crisi economica e No Tav. Sono questi i fronti su cui si concentra l'intelligence nella Relazione al Parlamento sulla politica dell'informazione per la sicurezza, curata dal Dis e relativa al 2013. Il perdurare della crisi economica, si legge nel documento, ''profila sul versante occupazionale una possibile intensificazione delle proteste nei contesti aziendali più esposti, nonchè a livello territoriale e settoriale, con possibili azioni di contestazione, anche eclatanti, intese ad ottenere la massima risonanza mediatica e ad innescare processi di solidarietà trasversale''. L'acuirsi del disagio, rilevano i Servizi di sicurezza, ''potrebbe tradursi in iniziative di protesta anche estemporanee nei confronti di rappresentanti politici, sindacali e delle istituzioni''. Per altro verso, si segnala, ''potrebbero maturare forme di insofferenza" verso gli immigrati, "nel segno di una percepita 'concorrenzialità''. I servizi di sicurezza puntano i riflettori poi contro le frange più oltranziste della lotta alla Tav, segnalando come anche fra "la componente popolare del movimento, che intende condurre una 'resistenza' pacifica alla grande opera", "si sono talora registrate posizioni di acquiescenza ad episodi di sabotaggio''. Il ''rischio di 'salti di qualità' nella lotta all'Alta Velocità'', si legge nella Relazione, ''resta collegato soprattutto ad interventi di matrice anarco-insurrezionalista''. Di rilievo, a questo riguardo, ''l'attivismo di componenti 'movimentiste' della galassia insurrezionale, per le quali la tematica valsusina rappresenta uno dei terreni su cui si può tradurre efficacemente in prassi la lotta contro lo Stato''. Resta poi, il pericolo di attentati di matrice islamica. ''L'eventualità di un'estemporanea attivazione di 'self starter' resta, al momento, la principale insidia per il nostro Paese'' si avverte nel documento. A differenza di quanto verificatosi tra la fine degli anni '90 e la metà degli anni 2.000, quando il supporto alla jihad riguardava soprattutto elementi interni o vicini "a formazioni terroristiche stanziate all'estero e dediti in suolo italiano ad attività logistiche, non risultano emergere sino ad ora conferme circa la presenza o attività sul territorio nazionale di persone/cellule organiche alle organizzazioni qaidiste sopra citate''. ''Appare in crescita, invece -segnalano i nostri 007 nel documento, che analizza tutti i possibili profili di minaccia- il numero di soggetti che si automotivano e autoreclutano alla causa attraverso le frequentazioni di siti" estremisti'. E' cosi' che per ''i 'mujahidin' di nuova generazione, sia originari di Paesi islamici, nati o trapiantati in Italia, sia convertiti, l'adesione a gruppi di discussione su internet, dove contribuiscono alla divulgazione dell'ideologia estremista (anche traducendo in lingua nazionale testi dottrinali e messaggi di leader qaidisti), rappresenta spesso il primo passo dell'impegno militante''. Secondo l'intelligence italiana, "i processi di radicalizzazione che si alimentano soprattutto con la serrata propaganda qaidista circolante in rete e rivolta ai musulmani in Occidente'' delineano ''il rischio, anche per il territorio nazionale, di cruente ed estemporanee concretizzazioni del cosiddetto jihad individuale''. Nel contempo, è l'analisi dei nostri 007 in un documento approfondito e circostanziato che prende in esame i vari profili di minaccia, i fermenti jihadisti in Nord Africa, ''non permettono di escludere, in prospettiva, pericolose proiezioni della minaccia, mentre il teatro siriano, meta di aspiranti mujhaidin provenienti dall'Europa, si attesta quale potenziale centro di irradiazione per il fenomeno del 'reducismo', un jihad 'di ritorno' che veda il ridispiegamento di combattenti in Paesi occidentali per l'attuazione di progetti ostili o l'innesto di filiere radicali''. Gli 007 italiani invitano poi a mantenere alta l'attenzione verso i soldati italiani impegnati all'estero. In Afghanistan, in particolare, dove lo scenario continua ad essere caratterizzato ''da elevata instabilità''. Ma anche in Libano, dove il conflitto siriano ''ha intensificato le endemiche frizioni connesse al ruolo di sostegno fornito dal movimento Hezbollah a Damasco, contribuendo ad enfatizzare il senso di appartenenza settaria, soprattutto tra le frange giovanili''. Per quanto riguarda invece l'area posta sotto il controllo dell'Italian Joint task Force Lebanon, ''si è evidenziato lo sforzo condiviso da diverse componenti della realta' libanese per garantire la protezione degli assetti Unifil schierati sul terreno''. In tale contesto, rimarcano gli 007, ''pur in assenza di specifici indicatori di allarme, permane il rischio di attentati terroristici contro il contingente internazionale''. L'intelligence segnala inoltre ''il forte interesse della criminalità organizzata ad infiltrare il settore del gioco lecito. In particolare le informazioni raccolte dall'Aisi hanno dimostrato l'operatività di ramificate organizzazioni in grado di inserirsi nell'intera filiera del gioco e delle scommesse, favorendo l'accesso al settore da parte di soggetti controindicati, l'alterazione fraudolenta dei sistemi elettronici, nonchè l'utilizzo di strutture ed expertise per la gestione di paralleli circuiti delle scommesse clandestine'', si legge nella Relazione degli 007 al Parlamento. ''Con riferimento a Cosa Nostra catanese e palermitana, è emersa una fitta rete di relazioni comprendente tra l'altro: noleggiatori di slot-machine in contatti con sodalizi mafiosi, fideiussioni prestate da soggetti in stretti rapporti con esponenti della criminalità organizzata, compartecipazioni societarie riferibili a pluripregiudicati in rapporto con famiglie mafiose, cessioni di attività nei confornti di esponenti di primo piano della Sacra Corona Unita brindisina. La solidità degli assetti criminali nel settore del gioco è emersa, del resto -si legge nel documento- anche con riguardo alla realtà pugliese. Vi sono state, in proposito, evidenze attestanti l'investimento di capitali illeciti, frutto di attività estorsive e narcotraffico, nelle attività di produzione, vendita e noleggio delle slot-machine, nonchè nella gestione di sale da gioco e scommesse on-line''. Speciale attenzione per il 'cyber-crime' e lo spionaggio digitale contro settori strategici del nostro Paese. ''Uno dei principali motivi di allerta -condiviso nell'ambito istituzionale nonché in sede di cooperazione internazionale- rimanda alla matrice cibernetica -scrive infatti l'Intelligence- che si pone in termini di crescente pericolosità, sia per la continua evoluzione delle tecniche d'attacco sia per la sua stessa trasversalità quanto ad attori e finalità ostili''. Gli 007 sottolineano infine i pericoli legati al calcio e agli stadi. La destra radicale, avverte la relazione del Dis, dimostra un interesse ''costante'' per le ''tifoserie politicizzate'', considerate ''un target particolarmente remunerativo per le attività di propaganda e proselitismo''.