Roma, 9 mar. (Adnkronos/Ign) - "Lunedì la legge elettorale dovrebbe concludersi salvo imprevisti". Laura Boldrini, a 'In mezz'ora', conferma che i tempi per la riforma elettorale domani all'esame della Camera non cambiano. "Certo, ce lo auguriamo", chiarisce la presidente della Camera alla domanda se si chiude in settimana spiegando comunque che "tutti gli aspetti sono aperti, abbiamo ancora 100 emendamenti e abbiamo tempi contingentati con 8 ore circa. Se i gruppi chiedono un aumento dei tempi si concederà perché la posta in ballo è alta ed è giusto che ci sia tutto lo spezio possibile per il dibattito in aula perché siamo ad una giornata cruciale per la democrazia". "Ho la sensazione che tutti si stiano adoperando per trovare un terreno comune. Si parte da posizioni diverse, non ci si può aspettare tutto ma dei passi in avanti consistenti sì", specifica Boldrini. Che tornando sulla questione della parità di genere, dice: "Quella di domani è un'occasione da spendere al meglio. Si tratta di un'occasione storica non per far fallire una legge sulla parità ma per far approvare una legge che ha la parità di genere. Mi auguro che gruppi parlamentari e partiti politici ragionino su questa opportunità". Secondo la Boldrini, le liste bloccate sarebbero "un motivo in più per ragionare nelle segreterie dei partiti. Ma il principio vale comunque, sia che ci saranno o no le preferenze o quale sarà il premio o lo sbarramento. Il principio vale e va sostenuto. Non credo ci si agganci ad altri aspetti, o che ci sia uno scambio. E' necessario trovare una mediazione sul punto, ma non la ancorerei a una logica di scambio". Anche in mattinata la presidente della Camera aveva ribadito: "Le donne sono il 50% della popolazione, abbiamo buoni motivi per chiedere una rappresentanza adeguata che ci restituisca peso nella democrazia. Sono fiduciosa che la mediazione del fine settimana porti consiglio a chi dovrà decidere sulle quote". Parlando del suo rapporto con il Movimento 5 stelle da Lucia Annunziata, Boldrini evidenzia: "Io non cito nessuno. Ma il populismo è una minaccia che tocca la politica in generale e quando in nome del populismo si mette in discussione lo Stato di diritto lo Stato ha il dovere di respingere queste minacce". Poi aggiunge che con i pentastellati "non c'è la stessa veduta sulle istituzioni". Spiega: "Ci sono deputati entrati in Parlamento con una agenda di rinnovamento come ho fatto io. Dopo le strade si sono divise nel momento in cui c'era da cambiare dal di dentro e portare a migliorare le istituzioni. Visto che non c'era quell'obiettivo, se il cambiamento deve passare per l'anno zero, io non ci sto". Sul tema della parità nella legge elettorale c'è l'apertuta del Nuovo centrodestra. Il segretario di partito Angelino Alfano dice: "Noi siamo molto aperti, così come siamo assolutamente a favore delle preferenze. Il punto è se per raggiungere un determinato obiettivo siamo pronti a far crollare tutto l'impianto della legge elletorale". Forza Italia ricorda a Renzi e alla ministra Boschi che sulle quote rosa "pacta sunt servanda" (la modifica su cui si discute in queste ore, infatti, non rientra nell'accordo tra Renzi e Berlusconi). "E' troppo comodo sottoscrivere accordi che già si sa non verranno rispettati", scrive 'il Mattinale', la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera. "Troppo comodo votare l'Italicum in direzione Pd con 111 voti a favore e poi scarciofarlo (fare come con i carciofi, rimangiarselo foglia dopo foglia), perché i gruppi parlamentari non ci stanno, troppo comodo e troppo facile -prosegue 'il Mattinale'- Ieri il Senato, oggi le quote rosa, domani le preferenze e dopodomani le soglie. Noi non ci stiamo". Forza Italia sulle quote rosa resta spaccata. E Laura Ravetto propone alle colleghe "che si stanno battendo per la parità di genere di mandare domani in aula un segnale anche visivo. Potremmo simbolicamente - lancia l'idea - indossare qualcosa di bianco (no a 'quote di rosa e di azzurro'!) per far comprendere che non è una battaglia tra i sessi ma una battaglia per la qualità della democrazia". E tra gli emendamenti alla legge elettorale che verranno esaminati domani a Montecitorio, oltre alle note questioni sulla parità di genere o gli sbarramenti, c'è una norma sul conflitto di interessi presentata dal Psi che ricalca da vicino un analogo testo presentato da Massimo Mucchetti (Pd) al Senato.