Crimea, affluenza oltre il 50% Putin: "Referendum è legale"
Kiev, 16 mar. (Adnkronos/Ign) - In Crimea è il giorno del referendum sull'annessione della penisola ucraina alla Russia. L'affluenza, secondo i rappresentanti della commissione elettorale, è già oltre il 50%.
Il voto si svolge liberamente, non ci sono problemi ai seggi, ha assicurato il premier della Crimea, Sergey Aksenov. "La gente vota liberamente, non sento né vedo alcuna pressione esercitata" sugli elettori, ha dichiarato Aksenov all'Interfax. Il premier ha poi annunciato che il parlamento di Crimea ha fissato una riunione per le 10 di domani mattina ora locale per approvare l'esito del referendum.
Aksenov non ha dubbi sull'esito del voto. "E' un momento storico, tutti vivranno felici. Stasera festeggeremo".
I seggi allestiti sono 1.200, gli aventi diritto al voto 1,8 milioni. Gli elettori sono chiamati a scegliere tra l'adesione alla Russia ed una maggiore autonomia dall'Ucraina.
Critiche alla consultazione sono arrivate dal leader dei tatari di Crimea, Refat Chubarov, che ha definito il voto "uno spettacolo di clown" ed un "circo".
L'Ucraina ha chiesto di boicottare il voto, che, secondo Kiev, è illegale. "Questo è il nostro paese e noi non lo lasceremo" ha detto il ministro della Difesa di Kiev, Ihor Tenyukh. Il ministro ha poi dato notizia del ridispiegamento di truppe nelle regioni orientale e meridionale e ha annunciato che 40mila persone si sono presentate volontarie per entrare nella Guardia Nazionale istituita per rispondere alla crisi in Crimea.
Nonostante le tensioni, Tenyuch considera improbabile una escalation militare nella disputa con la Russia per la penisola di Crimea: "Credo che non ci sarà una guerra", ha dichiarato in un'intervista al settimanale tedesco 'Der Spiegel' in cui loda la disciplina e la reazione dei soldati ucraini in Crimea: "Non si sono lasciati provocare", ha affermato.
Tenyuch ha poi messo in chiaro che sta agli ucraini e non alla Russia decidere del proprio destino: "Come vogliamo vivere è qualcosa che non decide la Russia, ma il popolo dell'Ucraina. E già ha preso la sua decisione in favore dell'Europa".
E proprio dall'Europa arriva un nuovo monito alla Russia. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha chiesto a Mosca di fare marcia indietro rispetto ai suoi piani nella penisola di Crimea. "Non cerchiamo il confronto", ha dichiarato alla 'Welt am Sonntag', ma se la Russia non cambierà posizione "lunedì in sede di riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea daremo una prima risposta adeguata alla situazione".
"Siamo in una situazione incendiaria. Anche nell'est dell'Ucraina aumentano le tensioni. Finora la Russia ha respinto ogni opzione per uscire dal conflitto, qualunque passo per porre fine alla escalation, e mira a ottenere risultati che noi non possiamo accettare".
Il presidente russo Vladimir Putin però, ha insistito oggi con Angela Merkel sul fatto che il referendum in Crimea rispetta il diritto internazionale. "La consultazione è in linea con le norme delle Nazioni Unite sul diritto di autodeterminazione dei popoli", ha dichiarato Putin parlando al telefono con la cancelliera tedesca. "Mosca rispetterà la decisione della popolazione della Crimea". Putin ha poi criticato le autorità di Kiev per aver permesso che si formassero "raggruppamenti di elementi radicali" nell'est dell'Ucraina. "Questo è inquietante", ha detto.
Merkel da parte sua ha criticato il dispiegamento di militari russi nella regione ucraina di Kherson. "La cancelliera tedesca ha proposto di rafforzare in tempi rapidi la presenza dell'Osce in Ucraina ed inviare un numero più alto di osservatori nelle zone di conflitto, in particolare nell'est dell'Ucraina", ha reso noto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. Un'iniziativa giudicata positiva da Putin. Merkel ha infine insistito sulla creazione del gruppo di contatto tra governo russo e ucraino per arrivare ad una soluzione del conflitto.
