Tagli, Renzi: "Deciderà il governo, abbiamo ancora ampio margine"
Roma, 19 mar. (Adnkronos) - "Non ho mai visto l'Europa e gli Stati europei così rassegnati, pessimisti e stanchi". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi cita questa frase dell'ex presidente del Brasile Lula incontrato nei giorni scorsi, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. E parla del "rischio di una deriva tecnocratica e burocratica non lo avverte solo questo governo e questo Parlamento ma è dentro, insito, nell'animo e nel cuore di chi da anni si batte per un'Europa degna di questo nome".
Nei prossimi mesi avremo le elezioni europee, le nuove istituzioni europee e "il semestre di presidenza italiana cui il precedente governo guidato da Enrico Letta, che saluto e ringrazio, ha dato stimolo e punti di riferimento", ha detto ancora Renzi sottolineando che "Italia e Europa non sono controparte ma sono sulla stessa barca". "Le riforme istituzionali e costituzionali sono una grande novità, non nei contenuti ma nella consapevolezza di tutte le forze politiche che sono viste di assoluto buon occhio e sono una condizione per stare al tavolo europeo", ha poi aggiunto il premier ricordando che "la modifica delle regole sul lavoro non è una materia a piacere da portare e che possiamo togliere o mettere, su questo il Parlamento con la delega avrà l'occasione per una grande riflessione". Perché "i nostri numeri della disoccupazione giovanile gridano vendetta". "In questi 20 anni si è pensato di creare lavoro per decreto e si è fallito, si è pensato di ridare garanzie a una generazione attraverso il moltiplicarsi di norme e si è fallito nuovamente" e "oggi la disoccupazione giovanile è a un livello atroce", ha aggiunto il premier.
Quanto ai tagli previsti dalla spending review "abbiamo ancora margine ampio" e il governo rivelerà le sue decisioni "nelle sedi parlamentari, come è giusto che sia, dopo un'analisi politica, perché il commissario ci ha fatto un elenco, toccherà a noi, come parte politica, decidere cosa tagliare, dove vogliamo intervenire e dove no".
"Le coperture, e le discussioni che noi abbiamo avuto, troveranno negli atti una naturale conseguenza e concretizzazione", ha sottolineato poi il premier nelle repliche alla Camera parlando delle ultime misure economiche prese dal governo. Ed "essendosi date delle scadenze trovo difficile non prendere atto che saranno le prossime settimane a verificare se le scadenze saranno rispettate". "Non consentiamo a nessuna forza politica, come ha fatto la Lega, di dire che noi andiamo con il cappello in mano in Europa. Questo umilia gli imprenditori del Nord Est, gli artigiani, il mondo produttivo italiano che ha diritto a essere rappresentato da forze europeiste e moderne", ha poi aggiunto Renzi garantendo "attenzione" sulla battaglia in difesa dei prodotti italiani: "E' una piaga. Noi fatturiamo nel settore agroalimentare la metà delle aziende concorrenti che utilizzano il nome italiano. Un elemento di sofferenza per l'economia, l'occupazione e l'orgoglio italiano".
"Non è necessario uno sforamento del 3% ma il rispetto del 3% con una eventuale, possibile, modifica dal 2,6 al 3%", ha detto ancora il presidente del Consiglio secondo il quale "se l'Italia si presenterà all'appuntamento del 1 luglio" con la presidenza del semestre Ue "con le carte in regole, se nel corso di queste settimane con velocità e coraggio" supererà "i temi che l'hanno tenuta a terra in questi anni, a quel punto sarà l'Ue ad avere bisogno di noi". Quello del 3% "é un parametro anacronistico", ha premesso il presidente del Consiglio rispondendo al M5S sottolineando però che "quello che sfugge è che la discussione oggi non è sul sopra o sotto il 3%", e che il governo ha immaginato "un pacchetto di coperture più ampio, molto più ampio che quello per i mille euro annuali a 10 milioni di lavoratori".
