Roma, 19 mar. (Adnkronos) - Una netta stroncatura per i cacciabombardieri F-35. Sul programma ancora oggi ci sono troppe incognite, "troppe criticità": così tante che "inducono a rinviare ogni attività contrattuale, in attesa che siano chiariti i molti limiti che gli stessi organismi statunitensi non mancano di sollevare formalmente". È quanto si legge nella bozza delle "considerazioni conclusive sull'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma" a cura dei parlamentari del Pd in commissione Difesa alla Camera, e che l'Adnkronos è in grado di anticipare. Il documento, in dieci pagine, stronca non solo il discusso aereo ma anche la sua versione a decollo verticale, pensato per la portaerei Cavour. Secondo quanto emerso durante l'indagine conoscitiva viene inoltre sottolineata l'inconsistenza di un ritorno economico dalla partecipazione al programma, che secondo i fautori della partecipazione sarebbe uno dei punti di forza dello stesso. Per i deputati Pd "lo schema di accordo non garantisce, dal punto di vista della qualità e del valore, ritorni industriali significativi; non risulta contrattualmente garantita per le piccole e medie imprese nazionali l'acquisizione di commesse o sub commesse; a fronte degli investimenti impegnati per realizzare lo stabilimento di Cameri non risulta contrattualmente definito un prezzo per l'assemblaggio delle semiali che garantisca l'ammortamento del capitale investito e un ragionevole ritorno". Ancora: "l'occupazione che si genererà a Cameri non può considerarsi aggiuntiva rispetto a quella attualmente già impiegata nel settore aeronautico ma, solo parzialmente sostitutiva; le stime del costo del programma risultano caratterizzate da un indice di variabilità che non può convivere con le esigenze della nostra finanza pubblica; l'embargo sull'accesso ai dati sulla cosiddetta ''tecnologia sensibile'' determina un fattore di dipendenza operativa da istanze politico-industriali statunitensi che risulta, al momento, non superabile; tutte le stime dei costi -si legge infine- non tengono conto di quelli aggiuntivi per l'armamento del velivolo". Il tutto inserito nel contesto dell'esistenza del programma Eurofighter, i caccia classe Typhoon di produzione europea. Il caccia "non solo sarà prodotto, ma risulterà competitivo con il JSF della Lockheed. Questa versione dell'Eurofighter sarà messa a disposizione delle missioni Ue, Nato e Onu da numerosi alleati europei''. ''È necessario quindi che il nostro paese mantenga e rafforzi con convinzione la partecipazione delle aziende italiane a questo programma, tenendone sotto controllo i costi, ma anche avendo presente che il sistema di works-shearing, che tiene insieme tutti i programmi di cooperazione europea, garantisce ad ogni paese ritorni in nessun caso inferiori alle proprie quote di investimento".