Città del Vaticano, 20 mar. - (Adnkronos) - ''Il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l'uomo e la sua dignità: se manca il lavoro, questa dignità viene ferita''. E' quanto esclama Papa Francesco, parlando ai dirigenti e agli operai delle Acciaierie di Terni, ricevuti in udienza nell'Aula Paolo VI in occasione del 130° anniversario di fondazione degli stabilimenti industriali. ''Chi è disoccupato o sottoccupato - sottolinea il Pontefice - rischia di essere posto ai margini della società, di diventare una vittima dell'esclusione sociale. Tante volte - ricorda - capita che le persone senza lavoro, soprattutto i tanti giovani oggi disoccupati, scivolano nello scoraggiamento cronico e peggio nell'apatia''. Per il Papa, ''di fronte all'attuale sviluppo dell'economia e al travaglio che attraversa l'attività lavorativa, occorre riaffermare che il lavoro è una realtà essenziale per la società, per le famiglie e per i singoli in quanto riguarda direttamente la persona, la sua vita, la sua libertà e la sua felicità. Il valore primario del lavoro -sottolinea- è il bene della persona umana, perché la realizza come tale, con le sue attitudini e le sue capacità intellettive, creative e manuali''. Pertanto, ''di fronte al gravissimo problema della disoccupazione'', Francesco esorta tutti i soggetti politici, economici e sociali ''a favorire una impostazione diversa del sistema economico, basata sulla giustizia e sulla solidarietà, per assicurare a tutti la possibilità di svolgere un'attività lavorativa dignitosa: il lavoro è un bene di tutti che deve essere disponibile per tutti''. Bergoglio osserva che ''la fase di grave difficoltà e di disoccupazione richiede di essere affrontata con gli strumenti della creatività e della solidarietà: la creatività di imprenditori e artigiani coraggiosi, che guardano al futuro con fiducia e speranza; la solidarietà fra tutte le componenti della società, che rinunciano a qualcosa, adottando uno stile di vita più sobrio, per aiutare quanti si trovano in una condizione di necessità''. A conclusione del suo intervento, Papa Francesco esorta a ''non smettere mai di sperare in un futuro migliore'' e a ''non lasciarsi intrappolare dal vortice del pessimismo'', assicurando che ''se ciascuno farà la propria parte, se tutti metteranno sempre al centro la persona umana con la sua dignità, se si consoliderà un atteggiamento di solidarietà e di condivisione fraterna, si potrà uscire dalla palude di una stagione economica e lavorativa faticosa e difficile''.