Papa Francesco: "Impariamo che la misericordia è più grande del pregiudizio"
Roma, 23 mar. (Adnkronos) - "La misericordia è più grande del pregiudizio. Questo dobbiamo impararlo bene: la misericordia è più grande del pregiudizio". Lo sottolinea Papa Francesco prima della recita dell'Angelus. In occasione della III domenica di Quaresima, il pontefice si sofferma sull'incontro tra Gesù e la Samaritana.
"Il Vangelo dice che i discepoli rimasero meravigliati che il loro Maestro parlasse con quella donna. Ma il Signore è più grande dei pregiudizi, Gesù non si ferma mai, va avanti davanti a una persona - sottolinea - per questo non ebbe timore di fermarsi con la Samaritana: la misericordia è più grande del pregiudizio".
"Il risultato di quell'incontro presso il pozzo fu che la donna fu trasformata: 'lasciò la sua anfora' e corse in città a raccontare la sua esperienza straordinaria. Era andata a prendere l'acqua del pozzo, e ha trovato un'altra acqua, l'acqua viva della misericordia che zampilla per la vita eterna - dice il pontefice con un sorriso - Ha trovato l'acqua che cercava da sempre! Corre al villaggio, quel villaggio che la giudicava e la rifiutava, e annuncia che ha incontrato il Messia: uno che le ha cambiato la vita, perché ogni incontro con Gesù ci cambia la vita, sempre. E' un passo in più verso Dio".
"In questo Vangelo troviamo anche noi lo stimolo a 'lasciare la nostra anfora' - sottolinea Papa Francesco - simbolo di tutto ciò che apparentemente è importante, ma che perde valore di fronte all'amore di Dio che 'è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo'''.
''Siamo chiamati a riscoprire l'importanza e il senso della nostra vita cristiana, iniziata nel Battesimo e, come la Samaritana, a testimoniare ai nostri fratelli la gioia dell'incontro con Gesù e le meraviglie che il suo amore compie nella nostra esistenza. Ogni incontro con Gesù ci cambia la vita - ribadisce - e riempie di gioia".
QUARESIMA - "La Quaresima è il tempo opportuno per guardarci dentro, far emergere i nostri bisogni spirituali più veri, e chiedere l'aiuto del Signore nella preghiera. L'esempio della Samaritana ci invita ad esprimerci così: 'Dammi quell'acqua che mi disseterà in eterno'".
Nella III domenica di Quaresima, il Pontefice si sofferma sull'incontro tra Gesù con la donna samaritana, "avvenuto a Sicar, presso un antico pozzo dove la donna si recava ogni giorno per attingere acqua. Quel giorno - spiega il Papa ai fedeli arrivati in Piazza San Pietro - vi trovò Gesù, seduto, 'affaticato per il viaggio'. Egli subito le dice: 'Dammi da bere'. In questo modo - prosegue Papa Francesco - supera le barriere di ostilità che esistevano tra giudei e samaritani e rompe gli schemi del pregiudizio nei confronti delle donne".
"La semplice richiesta di Gesù - osserva il pontefice - è l'inizio di un dialogo schietto, mediante il quale Lui, con grande delicatezza, entra nel mondo interiore di una persona alla quale, secondo gli schemi sociali, non avrebbe dovuto nemmeno rivolgere la parola. Gesù la pone davanti alla sua situazione, non giudicandola ma facendola sentire considerata, riconosciuta, e suscitando così in lei il desiderio di andare oltre la routine quotidiana".
"Quella di Gesù era sete non tanto di acqua - sottolinea il pontefice - ma di incontrare un'anima inaridita. Gesù aveva bisogno di incontrare la Samaritana per aprirle il cuore: le chiede da bere per mettere in evidenza la sete che c'era in lei stessa. La donna rimane toccata da questo incontro: rivolge a Gesù quelle domande profonde che tutti abbiamo dentro, ma che spesso ignoriamo".
"Anche noi abbiamo tante domande da porre - dice Papa Francesco ai fedeli - ma non troviamo il coraggio di rivolgerle a Gesù! La Quaresima è il tempo opportuno per guardarci dentro, far emergere i nostri bisogni spirituali più veri, e chiedere l'aiuto del Signore nella preghiera. L'esempio della Samaritana ci invita ad esprimerci così: 'Dammi quell'acqua che mi disseterà in eterno'".
