Maria Fida Moro: ''Non so se in via Fani c'erano i Servizi, battere ogni pista''
Roma, 24 mar. (Adnkronos) - ''Non so se in via Fani c'erano davvero uomini dei Servizi segreti, per quel che ho capito ci sarebbero delle prove. Il punto è che ogni pista è possibile e va battuta: perché dovremmo credere sempre e solo alla versione dei brigatisti?''. Maria Fida Moro, figlia maggiore dello statista Dc ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, commenta così, all'Adnkronos, le ultime rivelazioni di un ispettore di Polizia in pensione, Enrico Rossi, su una lettera anonima scritta dall'uomo che era sul sellino posteriore dell'Honda in via Fani quando fu rapito Aldo Moro.
''La storia del caso Moro va tutta ancora scritta - spiega Maria Fida - e forse ci sono altre presenze sul luogo della strage, oltre a quelle di cui si parla a proposito della moto. Non ho le prove, è un mio convincimento. Ma bisogna cercare ancora e anche per questo solo io, di tutta la mia famiglia, ho firmato per riaprire l'inchiesta. Non voglio fare guerra ai fantasmi ma richiamare le persone alla propria coscienza''.
''Mentre mi dà un dolore allucinante pensare che i miei pensieri più fantasiosi possano poi rivelarsi reali - prosegue la figlia maggiore dell'ex presidente del Consiglio ucciso dalle Br - sottolineo il coraggio dell'ispettore Enrico Rossi, che ha voluto comunicare proprio a me le sue rivelazioni. Apprezzo chi si espone per cercare verità: nel caso Moro l'ipotesi più improbabile potrebbe risultare proprio quella vera. E niente mi stupirà di quello che vedrò succedere in futuro''.
A distanza di 36 anni dall'uccisione di Aldo Moro, ''sono contenta che si arrivi a istituire una commissione d'inchiesta - spiega ancora Maria Fida Moro - del resto c'era un'intenzione in questo senso prima di queste nuove vicende. Vuol dire che nella coscienza collettiva ci si è resi conto che la verità sul caso Moro è ancora lontanissima''.
Nella 'nebulosa' del caso Moro, la figlia maggiore dello statista Dc disegna un'immagine: ''La scatola che contiene tutta la verità sulla morte di mio padre non è stata aperta, ma soltanto socchiusa. Sono convinta che gli stessi brigatisti conoscano solo un pezzo di questa ipotetica verità. Forse, anche a loro insaputa, sono stati usati''. ''Per contribuire a raccontare davvero l'uomo Aldo Moro e la sua storia - anticipa Maria Fida - ho deciso insieme a mio figlio Luca di aprire un sito, www.Morovivonellaverita', che sarà on line a breve''.
Tra i misteri ancora da chiarire, Maria Fida Moro ne indica uno in particolare: ''Le 1.950 lire in monete che furono trovate in tasca a mio padre. Questo forse prova che qualcuno l'ha liberato e poi qualcun altro l'ha ucciso...''.
