Milano, 24 mar. (Adnkronos/Ign) - Diego Riccardo Robuschi è il nuovo direttore lavori sul sito Expo per Infrastrutture Lombarde. Prende il posto di Alberto Porro, indagato nell'ambito dell'inchiesta milanese che ha azzerato i vertici di Ilpsa, controllata della Regione che si occupava della direzione dei lavori di Expo. Il nome di Robuschi è stato annunciato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine di un vertice nella sede della società Expo, cui ha partecipato anche il ministro delle Infrestrutture Maurizio Lupi. "Sono certo che sia la persona giusta - ha detto Maroni-. Robuschi conosce l'Expo e le sue problematiche ed è in grado quindi di assumere questa attività". Per quanto riguarda l'inchiesta in corso su Infrastrutture lombarde "riguarda il passato - sottolinea Maroni - e nulla ha a che fare con gli appalti relativi alla piastra. Si tratta ora solo di intervenire per garantire la prosecuzione delle attività". LUPI: "SE QUALCUNO HA SBAGLIATO, PAGHERA'" - "Se qualcuno ha sbagliato si assumerà le sue responsabilità" sottolinea dal canto suo il ministro Lupi, assicurando che "il governo farà tutto il possibile perché i tempi siano rispettati''. ''Il fatto che il premier Renzi abbia annunciato la volontà di venire a Milano nei prossimi giorni -ha proseguito Lupi- sottolinea non solo la vicinanza del governo ma anche il fatto che Expo non è un problema di Milano o della Lombardia ma una risorsa importante per tutta l'Italia'', e per questo, ha aggiunto ''bisogna che i lavori continuino come fatto in questi mesi con il rispetto del cronoprogramma. Per il commissario unico, Giuseppe Sala, "la macchia" dell'inchiesta è "eccessiva rispetto alla situazione di Expo che aveva trovato un suo indirizzo preciso e positivo". Sala ha ribadito che Expo andrà avanti con il modello fin qui adottato e che si basa sulla collaborazione fra la società che gestisce l'evento MM, Infrastrutture Lombarde e ministero delle Infrastrutture. "Questo è l'unico modello con cui si può proseguire" ha sottolineato Sala. "Sui lavori della piastra le due società, la Mantovani e la Cnc, stanno lavorando con continuità e oggi il ruolo fondamentale lo hanno i Paesi che hanno dato la loro adesione all'Expo". A questo proposito Sala ha spiegato che alcuni di questi hanno chiesto a Expo di realizzare i loro padiglioni e per questo "si farà una gara veloce tra le aziende interessate a farlo". Diana Bracco, intanto, presidente e Ad del gruppo Bracco e presidente di Expo 2015 Spa, si augura che "le cose si chiariscano velocemente e che non venga ritardata l'operazione Expo". L'INDAGINE, "APPALTI CON RETE DI AMICIZIE CL E REGIONE" - Sul fronte delle indagini che hanno portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex dg Antonio Giulio Rognoni, nell'informativa della Guardia di Finanza di Milano si parla di "una fitta rete di relazioni e di rapporti affaristici intessuta dagli avvocati Carmen Leo e Fabrizio Magri' (entrambi arrestati, ndr), soggetti legati alla Compagnia delle Opere e agli ambienti della Presidenza della Regione Lombardia". Gli investigatori, nella lunga informativa, non escludono che "proprio questa 'rete' di amicizie' gli abbia permesso di conseguire numerosi e prestigiosi incarichi da enti e società amministrate da soggetti di chiara estrazione politica (...)". TELEFONATA ROGNONI-PORRO: "POI TRITURIAMO TUTTI I DOCUMENTI" - Dei documenti relativi alle gare d'appalto, finiti nella rete della procura di Milano, non doveva restare traccia. E' questo l'intento di Rognoni secondo quanto emerge da una telefonata con l'ingegnere Alberto Porro, project manager in Ilspa e direttore lavori per le opere relative alla Piastra dell'Expo 2015. Rognoni, parlando "dell'impostazione e la formazione dell'organigramma per l'ufficio direzione lavori della piastra Expo", dice a Porro "non scriverti ste robe qui...", con Porro che lo interrompe dicendo "no, no questa roba qui esiste solo una copia, questa qua e poi la buttiamo via!". E ancora Rognoni aggiunge: "Si', ho capi', ma scrivi x, y e z" e Porro replica: "Ok, tanto poi questi li trituriamo", si legge nella richiesta di misura cautelare della procura. A ROGNONI STIPENDIO DA 3,3 MILIONI DI EURO DAL 2008 AL 2011 - Rognoni, che si trova in carcere con l'accusa di associazione per delinquere, truffa, turbativa d'asta e falso, ha ricevuto stipendi per poco meno di 3,3 milioni di euro tra il 2008 e il 2011 in qualità di direttore generale di Infrastrutture Lombarde (società detenuta al 100% di Regione Lombardia) e Ad della controllata Concessioni autostradali lombarde. Nell'informativa della Guardia di finanza Rognoni ha dichiarato nel 2008 complessivamente redditi da lavoro dipendente per 781mila euro (564mila da Ilspa e 217mila da Cal), nel 2009 per 674mila euro (479mila da Ilspa e 195mila da Cal), nel 2010 per 921mila euro (540mila e 382mila) e nel 2011 per 900mila euro (513mila e 380mila). Da quanto indicato dalle Fiamme Gialle, risulta che Rognoni il 2 agosto 2006, insieme alla moglie e ai genitori, ha costituito un fondo patrimoniale che comprende 17 immobili, tra appartamenti e negozi. L'anno successivo, Rognoni ha costituito un trust (denominato Trust Gianola) per 2 milioni di euro. Nel 2010 i beneficiari del trust diventano i figli di Rognoni e il trust viene dotato di nuovi beni per 760mila euro.