Torino, 25 mar. (Adnkronos) - Affidavano lavori per importi rilevanti a società private senza il rispetto delle procedure ad evidenza pubblica. Per questo sono stati eseguiti dieci provvedimenti di custodia cautelare, due in carcere e otto ai domiciliari, nei confronti di dipendenti dell'Agenzia territoriale per la casa (Atc) o di persone collegate. Perquisite da carabinieri e Guardia di Finanza anche diverse abitazioni degli indagati, uffici pubblici e uffici di società coinvolte nell'inchiesta della Procura di Torino. IN CARCERE - Le indagini hanno rivelato l'esistenza di un "sistema" che avrebbe consentito all'Atc, tramite le società in house, di affidare lavori per importi rilevanti a società private senza il rispetto delle procedure ad evidenza pubblica. In carcere sono finiti Marco Buronzo e Carlo Liberati, rispettivamente direttori generali di Atc e Manet srl (società in house di Atc); arresti domiciliari invece per otto tra funzionari e dirigenti dell'Agenzia territoriale per la casa, Manet e Project Srl, altra partecipata di Atc. I REATI - I reati contestati a vario titolo sono di falso ideologico in atti pubblici, per aver formato o comunque concorso a formare falsi Sal (Stato di avanzamento lavori), con particolare riferimento alle percentuali di manodopera impiegate da Manet s.r.l. e dai subappaltatori, in relazione ai cantieri di Settimo Torinese/Carignano, Brandizzo, Bussoleno, Forno Canavese, Sant'Antonino di Susa, Susa. LE INDAGINI - Secondo le indagini, coordinate dal pm Sara Panelli, per la realizzazione delle opere di "manutenzione straordinaria diversa" (che sostanzialmente consiste in una vera e propria attività di costruzione edilizia), Atc avrebbe potuto avvalersi dell'attività della società in house Manet Srl (partecipata al 100%), a due condizioni: che Manet realizzasse almeno il 70% della parte prevalente dell'opera con proprie maestranze e beni e che, per la parte restante, Manet si comportasse come stazione appaltante, aggiudicando gli ulteriori lavori a soggetti privati con procedure ad evidenza pubblica. SUBAPPALTI - Invece, dalle indagini è emerso da un lato che Manet non rispettava, per i lavori dati in subappalto, i principi in materia di affidamento di lavori pubblici e, dall'altro lato, che ai soggetti ai quali venivano assegnati i lavori subappaltabili veniva, altresì, richiesto di realizzare con i propri mezzi e le proprie maestranze anche la parte di lavori di competenza della società in house. In questo modo, secondo gli investigatori, i vertici di Manet e Atc riuscivano a gestire imponenti lavori che Manet non era in realtà in grado di eseguire.