Roma, 25 mar. (Adnkronos) - Non sarà un testo chiuso quello che domani verrà presentato ai senatori e deputati del Pd nell'assemblea con Matteo Renzi. Una bozza, piuttosto, con alcune linee guida. Stessa formula sarà utilizzata per la Direzione di venerdì che dovrà dare il via libera al pacchetto, unico, di riforma del Senato e del Titolo V. Una scelta, si spiega, che va incontro all'esigenza di non mettere i parlamentari dem di fronte a un testo 'prendere o lasciare'. Del resto, l'ok di un soffio oggi al Senato sul ddl Delrio sulle province consiglia un atteggiamento dialogante. Questa la strada, a quanto si dice a Montecitorio, che Renzi e il ministro Maria Elena Boschi hanno scelto di intraprendere. Una strada che dovrebbe sgombrare il campo da eventuali frizioni interne al Pd. "Domani non ci saranno dissensi di merito -spiega Andrea Giorgis, minoranza dem e professore di diritto costituzionale- l'impianto raccoglie e fa tesoro di anni di studi, a partire dalla bozza Violante. E' più che condivisibile". Il testo, in via di limatura, è stato consegnato ieri sera dagli uffici del ministro Boschi ai capigruppo di Camera e Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda. A quanto si apprende, ci sarebbero alcune novità rispetto al documento iniziale del governo. Intanto, sembra confermato che non vi sarebbero i "ventuno cittadini che hanno illustrato la Patria" nominati dal presidente della Repubblica. Non sarebbe, invece, emendabile il fatto che il nuovo Senato 'delle autonomie' non sarà elettivo. "Altrimenti -si spiega dal fronte renziano- cade il senso di tutta la riforma del Senato". Le linee guida della riforma che verranno presentate domani ai parlamentari del Pd si possono sintetizzare così: Senato delle autonomie, non elettivo, che non darà più la fiducia. Il bicameralismo rientrerà in campo solo sulle revisioni costituzionali: per le modifiche alla Carta sarà coinvolto anche il nuovo Senato. Il core business della nuova Camera delle autonome saranno le norme che riguardano il territorio e i contenziosi Stato-Regioni. I nuovi senatori non percepiranno indennità. Dalla bozza che verrà presentata nei prossimi giorni al Pd e alle altre forze politiche (oltre che a Comuni e Regioni) si dovrà arrivare, entro la settimana prossima, al testo definitivo. L'intenzione è quella di partire immediatamente con l'esame in commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama. Renzi spinge sull'acceleratore e vorrebbe arrivare, entro le europee, alla prima lettura della riforma del Senato e del Titolo V per agganciarci subito l'esame dell'Italicum a palazzo Madama. Tuttavia, da parte della minoranza dem, si invita alla cautela. "Credo che convenga a tutti prendersi un attimo di pausa e vedere come vanno le europee...", si fa notare. Le elezioni del 25 maggio, infatti, potrebbero essere non irrilevanti su eventuali modifiche all'Italicum. In particolare se dovesse esserci un boom dei 5 Stelle. "L'Italicum è pensato su uno schema bipolare e scommette su un progressivo sfaldamento dei 5 Stelle. Ma se Grillo invece dovesse affermarsi nettamente con uno sfaldamento, di contro, di Forza Italia? Se le cose dovessero andare così si potrebbe profilare l'ipotesi di un ballottaggio tra Pd e M5S. E il rischio di consegnare il Paese a una forza antisistema come quella di Grillo è un rischio sul quale, forse, anche Matteo Renzi dovrebbe riflettere...".