Roma, 26 mar. (Adnkronos) - Sarà l'economia al centro dell'incontro di domani a Villa Madama tra il premier Matteo Renzi e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, atteso stasera a Roma per la sua prima visita in Italia dal 2009, quando partecipò al G8 dell'Aquila. "Sull'agenda economica le sensibilità sono molto vicine - dice all'Adnkronos il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, Armando Varricchio - Per noi le priorità sono la crescita, l'occupazione, l'apertura dei mercati, le liberalizzazione dei commerci e degli investimenti, la necessità di rendere le nostre economie più friendly per le attività degli imprenditori". Tutti punti che "accomunano l'agenda Renzi all'agenda Obama", osserva l'ambasciatore, sottolineando "la grande consonanza dal punto di vista politico" tra i due leader. Che, dalla nascita del governo poco più di un mese fa, si sono già sentiti due volte al telefono e si sono visti per la prima volta all'Aja due giorni fa. Dunque, "nell'incontro di domani - dice Varricchio, confermando la sintonia tra Renzi e Obama, "intrigato da un premier giovane e dinamico" - possiamo saltare la fase dei convenevoli per concentrarci subito sulla sostanza". Altro tema economico forte dei colloqui sarà il negoziato sull'accordo di libero scambio che Stati Uniti e Unione Europea hanno avviato nel luglio dello scorso anno. "E' un punto che noi vogliamo evidenziare nell'agenda del nostro semestre di presidenza - spiega il consigliere diplomatico - E' un negoziato che vede Italia e Stati Uniti sulla stessa linea: dobbiamo aprire sempre di più le nostre economie, perché difendere le posizioni di mercato è un atteggiamento perdente". Durante il semestre, dunque, l'Italia darà "un forte impulso politico" al negoziato, che non è detto riesca a concludersi ento la fine dell'anno, date le scadenze istituzionali dei prossimi mesi, tra rinnovo del Parlamento europeo, della Commissione e del presidente del Consiglio Ue. "Dobbiamo lavorare noi con i nostri partner - ricorda l'ambasciatore, a proposito dei tempi delle trattative - e l'amministrazione con il Congresso". Nel colloquio di domani a Villa Madama, il cui inizio è fissato per le 14.20, ci saranno poi le principali tematiche dell'agenda internazionale, dalla Siria alla Libia, ma è evidente che l'agenda sarà dominata dalla crisi Ucraina e dal rapporto con la Russia. E su questo punto, Varricchio ha respinto "le categorie banali" per cui l'Italia sarebbe 'il ventre molle' all'interno del G7 per le sue relazioni con Mosca. "Abbiamo partecipato alle conclusioni molto dure del Consiglio europeo, siamo stati parte attiva del G7 che ha assunto una posizione molto ferma con la Russia - ha rivendicato - Certamente tutti ci rendiamo conto che Mosca è una protagonista della scena internazionale, che non si può cancellare con un tratto di penna, abbiamo tante iniziative insieme". Infine, in vista dell'incontro di domani le diplomazie di Roma e Washington "continuano a lavorare" per la partecipazione degli Stati Uniti all'Expo 2015, conclude l'ambasciatore, ricordando che, in base alla legislazione americana, "il governo non può partecipare" all'evento, ma ci deve "essere un consorzio di privati" che deve mettere insieme un finanziamento di cinque milioni, quello che può fare il governo "è di facilitare e promuovere questa raccolta di fondi". Un annuncio è atteso domani dopo l'incontro tra il segretario di Stato americano John Kerry ed il commissario del governo per l'Expo, Giuseppe Sala.