Mafia e voto di scambio, Renzi a Scalea: ''Presto legge più efficace''
Cosenza, 26 mar. (Adnkronos/Ign) - ''In Parlamento stanno valutando e discutendo per trovare la formula migliore, spero in una legge che sarà approvata il più velocemente possibile''. Matteo Renzi, nella conferenza stampa a Scalea, in Calabria, trasmessa su SkyTg24, parla delle polemiche sul provvedimento di legge contro il voto di scambio politico-mafioso, all'esame in terza lettura alla Camera. Il premier spera che si trovi l'accordo su ''una norma più efficace'', ma auspica anche che arrivi il momento in cui ''i partiti, tutti i partiti, saranno in grado di utilizzare questi temi non come temi di scontro''.
SPENDING REVIEW - A margine della visita a Scalea, dove ha incontrato gli studenti e gli amministratori pubblici, Renzi commenta anche le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha posto l'attenzione sulla necessità di tagli razionali nella spesa pubblica. ''E' un principio sacrosanto, condivido totalmente'' rimarca il presidente del Consiglio.
In merito al provvedimento sul taglio delle province sul quale il governo ha posto la questione di fiducia al Senato, Renzi spiega: ''Noi sappiamo che ci sono tante amministrazioni provinciali che fanno bene il proprio lavoro, ma è arrivato il momento di dare un messaggio chiaro e netto''. E' il momento di ''tornare a dare una speranza al Paese'' e, sottolinea, ''la riduzione dei costi, e aggiungo dei posti, della politica è la premessa'' per la restituzione dei soldi nelle buste paga dei cittadini.
Il presidente del Consiglio mette dunque in chiaro che sulle province, le riforme e gli stipendi dei manager, il governo vuole ''andare fino in fondo'', per ''fare pace con gli italiani''.
RIFORME - ''A Gratteri ho detto che le riforme di cui abbiamo parlato diventeranno presto realtà'' sottolinea il premier parlando dal palco allestito a Scalea, dove dopo aver incontrato studenti e amministratori calabresi ha partecipato a una manifestazione sulla legalità. ''La mafia si combatte con un esercito di maestri'', dice Renzi, citando lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino.
Il premier è tornato ad assumere l'impegno per portare avanti le riforme. ''Io ho detto una cosa molto chiara: se il Senato non viene superato e si finisce col bicameralismo, smetto di fare il politico. Sono io il primo a rischiare, ma smettete di pensare - aggiunge rivolgendosi ai cittadini calabresi in piazza - che la salvezza venga da fuori''. Renzi ha invitato ad avere fiducia nell'operato del governo ma anche nelle proprie azioni: ''Fate la cosa più assurda che vi sembra di fare, tornate ad avere speranza''.
QUATTRO PRIORITA' - Quattro punti di ripartenza sono stati tracciati da Renzi nel corso del suo intervento alla manifestazione pubblica sulla legalità. ''I fondi europei sono stati spesi male, prendiamo l'impegno a ripartire da noi'', è il primo punto elencato dal premier. ''Noi - prosegue - abbiamo tirato fuori dai cassetti dei ministeri 3 mld e mezzo di euro, che investiremo nell'edilizia scolastica perché i nostri studenti e gli insegnanti devono studiare in un ambiente sicuro''.
Un altro intervento promesso dal presidente del Consiglio è dedicato all'ambiente con ''1 mld e mezzo di euro pronto per la tutela del territorio. Troppo spesso - aggiunge - c'è gente che va a piangere i morti per le frane''. Infine ''sentiamo il bisogno, il dovere, la necessità di dire che la politica non può farla solo qualche mostro sacro a Roma ma chiedo un impegno a tutti voi''. La manifestazione sulla legalità è stata organizzata dal Partito democratico.
PROTESTA PRECARI DELLA SCUOLA - Protesta a Scalea dei lavoratori precari della scuola che chiedevano di incontrare il presidente del Consiglio. "Grazie alla spending review, dal 31 marzo io e la mia famiglia non avremo futuro", recitava uno dei cartelloni esposti. I precari chiedono che l'incarico delle pulizie passi direttamente ai dirigenti scolastici e non attraverso le cooperative.
IMPRENDITORI CALABRESI: LO STATO CI HA ABBANDONATI - ''Lo Stato ci ha abbandonato''. Così gli imprenditori calabresi che hanno costruito la caserma dei carabinieri a Cetraro, sull'alto Tirreno cosentino, si sono rivolti al premier Renzi in una lettera consegnata affinché intervenga sulla questione. Lamentano la mancata consegna della struttura nonostante ''un enorme esborso di capitali, dopo aver contratto mutui presso gli istituti di credito, garantiti nell'avere come controparte un committente sicuro, lo Stato, ci siamo visti negato l'impegno preso''.
