Voto di scambio, pene più basse
Roma, 3 apr. (Adnkronos/Ign) - Via libera dell'aula della Camera al ddl sul voto di scambio politico mafioso. L'assemblea di Montecitorio ha dato il via libera con 310 sì e 61 no (il M5S). Il provvedimento è stato modificato e tornerà, quindi, al Senato.
"Il governo si impegna a velocizzare iter del reato scambio elettorale politica mafia per farlo diventare legge prima delle prossime elezioni" assicura il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, in un tweet.
LE REAZIONI - Protesta il M5S. "Un politico può essere a disposizione della mafia: non è reato. Renzi e Verdini hanno ammazzato il 416 ter - affermano in una nota i membri delle commissioni Giustizia di Camera e Senato e Antimafia del M5S -. Dopo una lunga e dura battaglia il governo delle larghe intese sulla mafia, previo incontro tra capi, ha deciso che lo scambio politico mafioso non deve essere punito. Questo è tutto il punto e non ci resta che appellarci ai cittadini e lanciare il grido d'allarme su quanto sta succedendo". "Denunciamo -aggiungono- questa trattativa, denunciamo lo svuotamento del 416 ter. L'Europa si prepari: per il prossimo semestre di presidenza italiano avranno un padrino a Bruxelles. Ora è chiaro anche cosa si sono detti il Presidente Napolitano e Berlusconi: ieri un caffè, oggi muore il 416 ter".
Difende il ddl Donatella Ferranti, del Pd, presidente della commissione Giustizia alla Camera, che parla di "norma di grande rigore, che permetterà di stroncare qualunque patto tra politica e mafia''. Da questo punto di vista, la riformulazione si limita a rimodulare la pena ed eliminare, ''in quanto criticato per eccessiva indeterminatezza'', l'inciso relativo alla 'disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze' delle associazioni mafiose. ''La norma che adesso stiamo scrivendo -aggiunge Ferranti- rappresenta rispetto all'attuale un salto di qualità enorme perché punisce il politico che accetta voti mafiosi in cambio dell'erogazione o della semplice promessa di erogazione di denaro o altra utilità. Che è esattamente quanto chiesto dalla campagna dei Braccialetti bianchi''. Ferranti, dunque, respinge come ''totalmente infondate e strumentali'' le critiche del movimento 5 stelle: ''nessun depotenziamento o svuotamento del 416 ter: dire che con la nuova formulazione il politico che si mette a disposizione della mafia non sarà colpito è semplicemente una falsità'', conclude l'esponente del Pd.
Soddisfatto anche Claudio Fava, vice presidente della commissione Antimafia ed esponente di Sel. "La norma voluta da Giovanni Falcone, che per ventidue anni é stata conservata nei cassetti del Parlamento, ha ricevuto il voto favorevole della Camera. Adesso, pretendiamo, così come si è impegnata la maggioranza, che al Senato la nuova formulazione del 416 ter passi immediatamente senza alcuna modifica. Ne avremo urgente bisogno -aggiunge Fava - nella campagna elettorale che si apre, come ci insegna la vicenda giudiziaria di Nicola Cosentino".
