Roma, 8 apr. (Adnkronos/Ign) - Albergatori romani sul piede di guerra. Sono scesi in piazza nella capitale contro l'ipotesi di un aumento della tassa di soggiorno, proposto dal sindaco Ignazio Marino. "Protestiamo perché crediamo che un aumento fino a 10 euro sia improponibile" ha detto il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, durante la manifestazione a piazza Santi Apostoli. Secondo Roscioli, chi amministra deve capire che l'aumento del contributo di soggiorno, specie nelle entità proposte, rappresenta un danno incalcolabile in termini di competitività turistica internazionale per Roma. "L'unica capitale d'Europa dove il visitatore è già soggetto alla tassazione sui bus turistici superiore alla Francia e alla Spagna", ha rimarcato, avvertendo che "molte aziende potrebbero chiudere". Non usa mezzi termini Anna Maria Crispino, presidente di Assohotel Roma e provincia. "Se non saremo ascoltati inviteremo i clienti a non pagare la tassa di soggiorno con una dichiarazione di rifiuto' - ha dichiarato all'Adnkronos - Ribadiamo il no deciso della categoria. Non vogliamo più essere considerati il bancomat del Comune di Roma perché questo contributo verrà utilizzato solo per coprire il buco del bilancio. E noi non ci stiamo più". E' vero che il contributo nelle tre capitali europee c'è "ma in realtà - ha spiegato - va da 40 centesimi a 1 euro e 50 centesimi al massimo ed è un contributo poi reinvestito nel settore, cosa che non accadrà a Roma". Federalberghi Roma è soddisfatta per l'adesione alla mobilitazione e parla di ''evento storico: l'intera filiera del turismo si è unita alla manifestazione, scendendo in piazza''. ''Alla prima protesta pubblica mai indetta da Federalberghi Roma - si sottolinea - hanno infatti aderito tutte le sigle del turismo e dell'accoglienza per un totale di quasi un migliaio di imprenditori: Faita (Turismo all'aria aperta), Albaa (B&B e Affittacamere), Fiavet (Agenzie di viaggi), Fipe (Pubblici Esercizi), Sib (Balneari), Assobar e Confesercenti/ Assohotel''. ''Era inoltre presente - prosegue la nota - una delegazione di Federalberghi nazionale capitanata del Presidente Bernabò Bocca, mentre le Federalberghi di Firenze e Venezia si sono idealmente unite a quella romana inviando via lettera ufficiale al sindaco Ignazio Marino i sensi della propria preoccupazione per l'aumento del contributo di soggiorno nella Capitale, principale porta d'entrata in Italia per milioni di turisti. Altre Federalberghi locali hanno infine testimoniato la propria vicinanza attraverso numerosissimi messaggi di sostegno sui social network''.