Torino, 12 apr. (Adnkronos) - Con le note dell'Inno d'Italia ha preso il via la manifestazione con cui il Pd ha aperto ufficialmente la campagna elettorale per le europee e le amministrative di maggio. AI CANDIDATI - All'iniziativa oltre trecento candidati sindaci provenienti da tutta Italia. "Siate coraggiosi, siate curiosi e attenti non solo agli ultimi ma anche alla società che sta cambiando", ha detto loro Matteo Renzi. Poi l'invito alla platea: "Non montiamoci la testa, rimaniamo noi stessi. Noi che stiamo rinnovando l'Italia abbiamo bisogno di avere accanto persone più sagge, esperte e autorevoli che ci dicono che cosa stiamo sbagliando". "La sinistra che non cambia - ha proseguito - non è sinistra diventa destra" e "perde la dignità di essere sul fronte del progressismo". EUROPA - "Noi che siamo l'Italia - ha detto - che rispetta tutte le regole europee, noi che siamo l'Italia che ci siamo stufati di andare a Bruxellex a prendere la lezione, noi rispettando le regole europee andiamo in Europa per cambiarle, per riportarla ad essere l'Europa dei popoli e non solo l'Europa dei tecnici". GOVERNO - "Noi siamo a Palazzo Chigi solo se possiamo cambiare l'Italia, se non possiamo farlo cambiamo mestiere", ha continuato il presidente del Consiglio. "Chiedere ai dirigenti pubblici un sacrificio - ha proseguito parlando dell'azione di governo - non è un atto di punizione o un tentativo di affermare chissà quale tentativo redistributivo, è dare un piccolo segnale". LAVORO E GARANZIE - Per quanto riguarda il tema del lavoro "c'è bisogno di dire che il modello che ci ha portato fino a qui non ha dato garanzie". Secondo il premier, il centrosinistra non deve parlare di idee diverse che vengono dal passato "ma deve discutere e litigare sul modello del futuro". "E' giusto - ha aggiunto Renzi - parlare di assegno universale di disoccupazione non solo per chi ha la cassaintegrazione o altri sistemi di sostegno ad hoc. Il sistema di garanzie lo deve realizzare lo Stato". RIFORME - "Entro il 25 maggio - ha continuato parlando di riforme - dobbiamo arrivare al superamento del bicameralismo perfetto, superarlo è sempre stata la posizione del nostro partito, se adesso qualcuno ha cambiato idea è un problema suo. Noi siamo pronti a discutere nel merito ma non a cambiare posizione". PENSIONI - "Il 2015 - ha poi annunciato - deve essere l'anno degli interventi sulle pensioni per chi guadagna meno di mille euro". GRILLO - Quanto allo 'stile' della campagna che prende il via, da Renzi arriva una raccomandazione: "A noi uomini e donne del Pd spetta un compito: fare una campagna elettorale senza rispondere ai profeti dell'insulto. Non possiamo fare una campagna elettorale inseguendo ogni giorno il post di Beppe Grillo. Lasciamo fare, svolgiamo una funzione sociale, lasciamolo nel suo brodo". Un'altra raccomandazione ai suoi: "Il Pd non perda tempo a litigare al proprio interno, nei prossimi 45 giorni al lavoro sulle cose che abbiamo deciso, andiamo a vincere per i nostri comuni e dopo discuteremo insieme che futuro ci aspetta". Sul palco sono intervenute anche le cinque donne capolista del Pd alle elezioni europee. LA CONVENTION DELLA MINORANZA -Intanto a Roma si è aperta la convention della minoranza del Pd al teatro Ghione. "Oggi è una bella giornata per la politica e la discussione, per l'avvio di una campagna elettorale importante", ha detto Gianni Cuperlo aprendo la manifestazione. In platea una vasta rappresentanza del partito a partire da Massimo D'Alema, Francesco Boccia, Pier Luigi Bersani salutato da un lunghissimo applauso. ''Le riforme costituzionali e la legge elettorale servono, noi ci siamo fatti carico di far procedere il treno delle riforme ma la legge elettorale uscita dalla Camera non è buona e va miglorata", ha detto Cuperlo indicando, tra le cose da cambiare, "le liste bloccata, le soglie, la democrazia paritaria". Poi ha sottolineato: "Quel treno doveva partire e bisognava sgombrare il binario, ma alla fine del percorso non possiamo votare qualsiasi cosa". Sullo stesso tema è intervenuto anche Pier Luigi Bersani. "Vorrei sconfiggere quella leggenda metropolitana per cui si dice 'sin qui non avete fatto nulla'. Ma sin qui c'era Berlusconi e il Pd non è che ha dormito - ha sottolineato -. Ora c'è il rapporto di forza per mandare avanti le riforme e le riforme devono andare avanti. Ma ci vuole lo stesso tempo per fare la cosa giusta e quella sbagliata". "Il presidente del Consiglio - ha sottolineato Massimo D'Alema - deve capire che sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale il Parlamento ha i suoi diritti di discutere e correggere". "Nessuno toglierà a lui il merito di aver rimesso in moto questo processo, anche se la legge elettorale verrà fuori un pò meglio di come è nata, anche perchè era fortemente condizionata dall'impronta berlusconiana. L'ha scritta Verdini, non veniva fuori da un circolo di riformatori illuminati".