Bce: "Con ripresa di domanda e redditività cresceranno gli investimenti delle imprese"
Roma, 13 apr. - (Adnkronos) - Il graduale rafforzamento della domanda e della redditività, il riassorbimento dell'incertezza e condizioni finanziarie più favorevoli ''dovrebbero sostenere l'attesa ripresa degli investimenti delle imprese''. A sostenerlo è la Bce nel bollettino mensile di aprile nel quale si sottolinea che gli investimenti delle imprese nell'area dell'euro hanno iniziato a recuperare nel secondo trimestre del 2013 e ''dovrebbero continuare a rafforzarsi fino al 2016, seppure mantenendosi su livelli nettamente inferiori al massimo registrato prima della crisi''.
A partire dal 2008 gli investimenti delle imprese nell'area dell'euro, rileva l'Istituto di Francoforte, hanno evidenziato alcuni profili tipici delle crisi finanziarie, con un rallentamento più pronunciato seguito da una ripresa più lenta di quanto si osservi solitamente nelle recessioni non associate a crisi finanziarie. Nel 2011, l'area dell'euro ha registrato un'altra recessione a fronte della crisi dei titoli del debito sovrano in vari paesi dell'area dell'euro, accompagnata da un marcato calo degli investimenti delle imprese.
In una prospettiva internazionale, un confronto degli investimenti delle imprese nell'area dell'euro con quelli in altre economie avanzate, sottolinea la Bce, ''mostra che l'andamento degli investimenti nell'area dell'euro, pur avendo seguito un'evoluzione sostanzialmente in linea con quella degli investimenti in altre economie avanzate nel periodo 2008-2010, è stato relativamente debole a partire dal 2011, specie rispetto agli Stati Uniti''.
Dal confronto della dinamica degli investimenti nell'area dell'euro per settore emerge che le contrazioni registrate nel 2009 e nel 2012 sono state indotte principalmente dal calo nel settore dei servizi. Sebbene gli investimenti nel comparto delle costruzioni abbiano registrato il calo maggiore (45%), il loro contributo alla flessione è stato piuttosto modesto, data l'incidenza relativamente contenuta sugli investimenti totali. Nel complesso, rispetto ai cicli economici precedenti, le diminuzioni nei settori dei servizi e delle costruzioni sono state di ampiezza eccezionale, mentre la flessione nel settore industriale (al netto delle costruzioni) dal 2009 è stata analoga a quella dei rallentamenti precedenti.
I fattori che entrano in gioco nelle decisioni di investimento delle imprese sono molteplici. Alcuni sono di natura ordinaria, come la redditività e la domanda ma, rileva la Bce, ''ci sono anche alcuni fattori più caratteristici di una crisi, come l'incertezza, le condizioni finanziarie e i fattori strutturali, che hanno assunto particolare rilevanza a partire dal 2008''.
Innanzitutto, sottolinea l'Istituto di Francoforte, si riscontrano evidenze del fatto che gli investimenti delle imprese reagiscono al mutare dell'incertezza a causa dell'irreversibilità delle decisioni di investimento e dei costi di aggiustamento. Secondo gli indicatori disponibili, al calo degli investimenti delle imprese sono correlati i marcati incrementi osservati nel 2008 e nel 2011 per l'incertezza sui mercati finanziari, l'incertezza economica e l'incertezza sulle misure di policy. In seguito, l'incertezza nei mercati finanziari è diminuita in misura considerevole. L'incertezza sulla politica economica si è avvicinata ai livelli consueti nei trimestri recenti, mentre quella sull'evoluzione congiunturale rimane elevata. In base a questi indicatori, l'incertezza sta esercitando un minore effetto frenante sugli investimenti delle imprese.
In secondo luogo, sottolinea ancora l'Istituto di Francoforte, è probabile che le sfavorevoli condizioni finanziarie abbiano accentuato la debolezza degli investimenti delle imprese. Di recente, le condizioni finanziarie sono migliorate e il costo reale dei finanziamenti si colloca su un livello storicamente basso nel complesso dell'area dell'euro: inoltre, le disponibilità liquide detenute dalle società non finanziarie sono consistenti. Al momento, quindi, le condizioni finanziarie frenerebbero gli investimenti delle imprese in misura decisamente inferiore rispetto al periodo della crisi del 2008-2009.
In terzo luogo, alla debolezza degli investimenti delle imprese potrebbe aver contribuito un minore potenziale di crescita. Stando alle stime attuali, il livello e il tasso di espansione del prodotto potenziale sarebbero nettamente inferiori alle previsioni formulate prima del 2008. Di conseguenza, anche l'esigenza di ampliare la capacità produttiva mediante investimenti delle imprese risulta inferiore rispetto ai cicli precedenti, in cui il prodotto potenziale ha subito ripercussioni negative minori. Inoltre, vari indicatori mostrano che permane ancora un grado considerevole di capacità produttiva inutilizzata nell'economia, a ulteriore indicazione di un'esigenza relativamente contenuta di investimenti tesi ad ampliarla) .
I dati delle indagini della Commissione Ue, sottolinea ancora la Bce, suggeriscono che nel 2014 gli investimenti di sostituzione da parte delle imprese saranno maggiori del consueto. Inoltre, alcuni settori dell'economia risentirebbero di un eccesso di capacità produttiva estremamente elevato: ciò indica la necessità di un ulteriore processo di ristrutturazione che potrebbe gravare per qualche tempo sugli investimenti delle imprese. Sebbene l'analisi dei singoli settori mostri un eccesso di capacità soprattutto per quanto concerne le costruzioni, la contrazione insolitamente accentuata degli investimenti nei servizi segnala la presenza di un eccesso di capacità anche in questo settore.
