Roma, 16 apr. (Adnkronos Salute) - "Due Stati esteri hanno approvato e autorizzato la metodica Stamina e un terzo sta decidendo in questi giorni". Lo annuncia, in un post sul suo profilo Facebook, Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, che però, raggiunto al telefono dall'Adnkronos Salute, non rivela i nomi dei Paesi. "Già in passato, quando ho rivelato i contatti con altri Stati sono state fatte pressioni sui ministeri di riferimento. E poi la questione riguarda ora soprattutto i pazienti che si sono costituiti in cooperativa e che si attiveranno per ottenere le cure in quei Paesi". In ogni caso non si ferma l'attività per ottenere risposte in patria. "Non vogliamo dare agli italiani che hanno risposto fiducia in Stamina un futuro da esuli anche se il ministro nullafacente della salute se lo meriterebbe abbondantemente", aggiunge. Per quanto riguarda le cure all'estero, dice Vannoni, "stamina ha regalato il metodo alla cooperativa di pazienti, che farà quello che è necessario, coinvolgendo i professionisti e attivando i contatti che servono". Vannoni - che si è nel frattempo candidato alle europee con 'Io cambio' - sottolinea, poi, che il silenzio di Stamina di questi mesi "non è sinonimo di inattività anzi mai ci fu periodo così frenetico come questo". E infatti è appena "nato il Movimento Stamina Italia Onlus apartitico, apolitico, ma sostanzialmente pro speranza e pro cure compassionevoli. Andrà a sostituire i comitati pro Stamina regionali e darà nuova linfa a questa battaglia". Il presidente di Stamina, infine, ricorda il ruolo della magistratura in questa vicenda, sottolineando l'importanza dell'ultima pronuncia, quella del tribunale di Marsala che ha ordinato agli Spedali civili di Brescia di riprendere le terapie del piccolo Gioele. "180 giudici in tutta Italia si sono espressi favorevolmente al metodo Stamina, altri hanno negato questa speranza a persone gravemente malate e in pericolo di vita. L'ultima sentenza di un giudice di Marsala, che non è un pro Stamina, ha solo evidenziato i fatti chiarendo a molti quanto sta succedendo". "La sua sentenza, che richiede al nosocomio Bresciano di riprendere immediatamente le cure per il piccolo Gioele, in alcuni passaggi mette in evidenza alcune che considerazioni lampanti abbiamo sempre sostenuto" come "la barbarie messa in atto dallo Stato italiano contro alcuni malati, le responsabilità dei medici, il danno che si sta facendo alla società e alla comunità scientifica negando la possibilità di apprezzare fino in fondo le caratteristiche e le prospettive di questa metodica".