Napoli, 18 apr. (Adnkronos) - Una rielaborazione in chiave contemporanea della pastiera napoletana seguendo i dettami della ricetta di partenza. E' la 'Pastiera sferica' di Andrea Aprea, executive chef del ristorante Vun del Park Hyatt di Milano: originario di Napoli ma sostenitore di una cucina contemporanea, capace di guardare al futuro senza dimenticare le tradizioni. LA RIVOLUZIONE - Aprea ha rivoluzionato consistenza, struttura e forma della pastiera classica reinventando così il piatto senza stravolgerne il sapore: "Mi piace contemporaneizzare i piatti della tradizione - spiega all'Adnkronos - la mia cucina guarda al futuro senza mai dimenticarsi delle sue origini". La 'Pastiera sferica' ha "tutti gli elementi tipici della pastiera napoletana, ricotta, grano e pasta frolla friabile", rielaborati con "crema di grano cotto, biscotto friabile, gelato ai canditi e una sfera contenente spuma di ricotta", servito con spolverata di zucchero a velo e scorza di arancio grattugiata. L'IRONIA NAPOLETANA - Gli ingredienti base del dolce tradizionale sono infatti un caposaldo per tutti i napoletani. E' questo uno dei motivi che ha scatenato l'ironia dei partenopei sui social network dopo il lancio di un'altra pastiera, quella della Melegatti, fatta senza pasta frolla ma con yogurt e lievito. In rete le discussioni vanno avanti a colpi di post sul prodotto dell'azienda dolciaria di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, denominato 'Pastiera' ma che del dolce a cui deve il nome ha ben poco. GRUPPO SU FACEBOOK - Con l'approssimarsi della Pasqua, infatti, si moltiplicano sul gruppo Facebook 'Diciamo no alla Pastiera Melegatti' le foto di pastiere fatte in casa dagli utenti, secondo la ricetta tradizionale che vuole quali ingredienti immancabili pasta frolla, ricotta di pecora, canditi, uova e essenze di vaniglia e fiori d'arancio. Un modo per, come scrivono gli amministratori della pagina sul socaile network, "dire 'no' a chi specula sul nome della pastiera" perché "non possiamo accettare che per mere ragioni commerciali si produca un dolce industriale col nome 'Pastiera' che non sembra nemmeno un lontano parente del dolce tradizionale".