Roma, 4 mag. (Adnkronos/Ign) - C'è un arresto per gli spari a Roma prima della finale di Coppa Italia, allo stadio Olimpico. L'uomo, ultrà romanista, è ritenuto l'autore del ferimento a colpi di pistola di tre tifosi del Napoli. Si tratta di Daniele De Santis, 48 anni, arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Ha precedenti di polizia ed è titolare di un esercizio commerciale. Da una prima ricostruzione sembra che Daniele De Santis abbia provocato i tifosi napoletani lanciando nei loro confronti dei fumogeni. Alla loro violenta reazione l'uomo avrebbe risposto esplodendo dei colpi d'arma da fuoco. Al vaglio degli investigatori - a svolgere le indagini sono stati gli uomini della Questura di Roma - la posizione di altre persone che hanno partecipato alla rissa. Inoltre, un trentatreenne tifoso napoletano è stato arrestato per resistenza violenza e lesioni a pubblico ufficiale e sanzionato con un Daspo per cinque anni, mentre altri due supporters del Napoli sono stati denunciati, uno per resistenza a pubblico ufficiale, l'altro per possesso di petardo. Entrambi sono stati sanzionati con Daspo. UN FERITO GRAVE - I colpi di arma da fuoco sparati al di fuori dello stadio prima dell'inizio della partita hanno colpito tre tifosi napoletani. Il più grave è un ragazzo di 30 anni, ferito al torace, operato all'ospedale Villa San Pietro, è stato poi trasferito al Gemelli. I medici hanno definito le sue condizioni "critiche" anche se per il momento la situazione è stabile. Gli altri coinvolti sono un tifoso azzurro di 43 anni colpito alla mano destra, e uno di 32 anni trasportato in un primo momento all'ospedale Santo Spirito con ferite a un braccio e a una mano. Si devono inoltre registrare cinque appartenenti alle forze dell'ordine, oltre a due steward, rimasti feriti durante l'afflusso nel tentativo di impedire che le opposte tifoserie venissero a contatto. LANCI DI PETARDI E BOMBE CARTA - Subito dopo gli spari vicino all'Olimpico alcune persone sono state ascoltate dalla Polizia come testimoni per ricostruire quanto accaduto nelle vicinanze dello stadio Olimpico. La pistola è stata ritrovata accanto a uno dei feriti. La tensione è salita nel tardo pomeriggio fuori dll'Olimpico quando è cominciata una guerriglia tra i tifosi delle due squadre. Negli scontri avrebbero preso parte anche ultras della Roma. E contro la polizia sono stati lanciati oggetti e bottiglie. Lancio di petardi e bombe carta anche nello stadio. LA PARTITA COMINCIATA CON 45 MINUTI DI RITARDO - Alla partita Fiorentina-Napoli, che si è svolta regolarmente, hanno assistito 62.000 persone. Il match, vinto dalla squadra di Benitez (decisiva la doppietta di Insigne) per 3-1, è cominciato con 45 minuti di ritaro in quanto ai supporters napoletani sono state fornite notizie circa lo stato di salute dei feriti. IL RUOLO DI GENNY A' CAROGNA - Pare che a mediare nella tratttiva tra dirigenti e forze dell'ordine prima del fischio di inizio della partita sia stato il capo ultrà del Napoli Gennaro De Tommaso, conosciuto meglio come 'Genny a carogna' (nella foto). Figlio di un boss della camorra, sarebbe stato lui, con indosso una maglia con su scritto "Speziale libero", a calmare la curva Nord da cui era partito il lancio di bombe carta dopo aver parlato col capitano del Napoli Hamsik e i dirigenti del Napoli. Dopodiché avrebbe dato l'assenso al fischio di inizio della gara in seguito anche ai colloqui con le forze dell'ordine.