Roma, 5 mag. (Adnkronos/Ign) - "Ho sempre tenuto ferma, per aggressivamente faziose che fossero le reazioni, una linea di condotta ancorata al principio della divisione dei poteri". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al Quirinale all'incontro con i nuovi magistrati ordinari in tirocinio. Per una vita istituzionale che non sia attraversata da tensioni sono indispensabili "il reciproco rispetto e la leale collaborazione tra poteri dello Stato" afferma Napolitano, sottolineando come i rapporti tra i diversi poteri debbano essere "ispirati alla correttezza e alla lealtà", oltre che al "rispetto del principio della divisione dei poteri". "Anche nell'anno trascorso - prosegue - nel forzoso prolungamento della funzione di presidente della Repubblica, ho personalmente sperimentato contraddizioni, incertezze e opposte pregiudiziali che hanno ostacolato il rinnovamento in diversi campi della vita istituzionale''. Scandisce il capo dello Stato: "L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di più alto fervore ideale e morale e di riscoprire il senso della coesione nazionale". Il Paese ha bisogno "di un clima nuovo per pacatezza, rispetto reciproco, impegno e rigore nello sciogliere i nodi reali dello Stato democratico". "Il clima di tensione - dice Napolitano rivolto ai giovani magistrati ricevuti al Quirinale - da almeno un decennio ha reso difficile la vita pubblica del Paese", ostacolando, aggiunge, anche il cammino riformatore che ora per quanto riguarda anche la giustizia deve farsi più spedito. La riforma della giustizia, infatti, può dare un contributo decisivo per "il pieno ristabilimento del rapporto di fiducia con i cittadini". Quindi la nuova esortazione ai magistrati, affinché "rifuggano dai protagonismi" e mantengano "sobrietà nei comportamenti anche privati", evitando "ogni atteggiamento che sia o possa apparire di parte". "I protagonismi personali, la trascuratezza nel redigere e nel consegnare i provvedimenti incidono sull'immagine di terzietà che deve accompagnare il magistrato e portano a sfiducia nella società e a censure in sede europea", ammonisce il capo dello Stato, sottolineando l'importanza della formazione professionale: "Un magistrato preparato e consapevole del suo ruolo è il primo e più autorevole presidio dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".