Roma, 6 mag. (Adnkronos) - Nulla di fatto al termine della riunione della commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama che, dopo aver occupato la mattina a riassumere, con gli interventi dei capigruppo, le posizioni e le modifiche da apportare al testo del governo per la riforma del Senato, ha deciso di aggiornarsi alle 20.30 di stasera. VERSO ODG COMUNE - Manca ancora, insomma, un testo base. Nel frattempo, come ha spiegato la presidente Anna Finocchiaro, si cercherà di elaborare un odg comune maggioranza-opposizione che contenga tutte le ipotesi di modifica condivise. "Presentemo un odg dei relatori che raccoglie il senso del dibattito, anche sulla scorta delle indicazioni presentate questa mattina (martedì, ndr) in commissione dai rappresentanti dei gruppi parlamentari - ha dichiarato la presidente della commissione -. Dopo di che si stabilirà il testo base. Io preferirei che tutto avvenisse in maniera compatta e che ci approssimassimo al campo vero di lavoro della commissione: ossia un testo sul quale i singoli senatori e i gruppi possano presentare gli emendamenti. Ci rivediamo alle 20.30 e sono fiduciosa che questo percorso possa andare a buon fine". LA PROPOSTA CALDEROLI - Il rinvio, dunque, è arrivato dopo una mattinata di botta e risposta a colpi di ordini del giorno. Tra le proposte quella del leghista Roberto Calderoli che prevede: 151 senatori e 400 deputati, governo che mantiene il rapporto fiduciario con la sola Camera e Senato 'riconvertito' come Camera delle regioni e delle autonomie. La nuova assemblea di palazzo Madama "concorre - leggendo il testo Calderoli - nei casi e secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi dell'Ue. Esercita le funzioni di controllo dell'attività delle Pubbliche amministratzioni di verifica dell'attuazione delle leggi dello Stato, nonché di controllo e di valutazione delle politiche pubbliche. Esprime pareri vincolanti sulle nomine di competenza del governo". L'assemblea sarebbe costituita dai presidenti delle giunte regionali, dai presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano, dai sindaci dei comuni capogruppo di regione e di provincia autonoma, nonché da senatori regionali eletti in ciascuna regione, per arrivare al numero complessivo di 151.