Poletti: "Discutiamo, ma la musica è cambiata". Solari: "Vogliamo contrattare"
Rimini, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - "Il Paese, in passato, ha sbagliato per paura di sbagliare, non decidendo perché la decisione provocava rischi dal punto di vista del consenso. Il sindacato ha fatto il proprio mestiere, avendo interessi da tutelare. Ma oggi questo governo una scelta l'ha fatta: oggi c'è bisogno di un radicale cambiamento in questo Paese che ha bisogno di decisione. E noi l'abbiamo fatto". Così, a margine dei lavori del Congresso Cgil, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, torna a difendere la scelta del governo nei rapporti con le forze sociali, sottolineando che "la musica è cambiata" perché "pratichiamo cose con modalità diversa da quella storicamente nota". E "non facciamo niente contro nessuno - insiste - facciamo le cose che pensiamo siano utili agli italiani. Né chiedo a nessuno di fare passi da nessuna parte".
"C'è una discussione aperta su come le cose si fanno, con quale significato. Poi il ministro del lavoro incontra le parti, valuta come è naturale che sia e prende la responsabilità delle decisioni che deve assumere", ripete respingendo con forza l'idea che questo governo abbia cancellato del tutto la concertazione. Così come declina l'allarme di "torsione democratica" avanzato dalla Cgil. "Si parlava di torsione rispetto alla partecipazione e alla decisione: è legittimo criticare ma il governo si deve assumere le proprie responsabilità. Noi l'abbiamo fatto sul lavoro davanti al Parlamento e sulle politiche fiscali. E' chiaro non abbiamo chiesto il permesso a nessuno ma è un dato normale, fisiologico della democrazia: ascolto, discussione, decisione".
"Se troveremo alleati sulla strada del cambiamento saremo felici. Il cambiamento bisogna praticarlo e farlo celermente. Oggi c'è un pezzo d'Italia che non ne può più, non è più in grado di aspettare nulla e ha bisogno di atti concreti per ricostruire e recuperare un dato di fiducia che è l'elemento fondamentale per poi cambiare i comportamenti", aggiunge Poletti.
RISORSE CIG DEROGA A ODG IN DISCUSSIONE GOVERNO - "Questo tema è stato formalmente messo all'ordine del giorno della discussione del governo. Il ministro dell'Economia recentemente ha ribadito di aver 'messo nell'elenco' dei temi da affrontare anche il tema di un rifinanziamento della cig in deroga". Però, "in prospettiva il tema della cassa in deroga e della mobilità in deroga dovrà essere radicalmente rivisto", precisa Poletti che al congresso, al suo arrivo, ha incassato fischi e applausi. Seduto in prima fila, prima del suo intervento, il ministro ha colto l'occasione per un lungo colloquio con la leader Cgil, Susanna Camusso, che gli stava accanto.
LA REPLICA DELLA CGIL A POLETTI - "La Cgil pretende, come credo tutte le parti sociali del paese, di poter contrattare e non solamente di essere ascoltata. Poi ovviamente le decisioni finali spettano al governo". Così il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, risponde alle parole del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
"Sia chiaro: noi non vogliamo difendere l'esistente, ci sono molte cose che non vanno e tante che devono essere cambiate. Da parte nostra non c'è alcun diritto di veto, non lo abbiamo mai avuto. Però abbiamo il diritto di contrattare e non di essere semplicemente ascoltati", aggiunge.
"Abbiamo una rappresentanza, rappresentiamo interessi specifici: non possiamo sostituirci al governo ma abbiamo il diritto di rappresentare, ed eventualmente lottare, per affermare il nostro punto di vista. Il sindacato per sua natura contratta, noi questo lo vogliamo fare con tutti, anche con il governo. Ma questo non vuol dire che vogliamo sostituirci a questo", conclude.
TRE LISTE IN PISTA AL CONGRESSO - Sono tre le liste in pista al XVII congresso della Cgil. A certificare così quella che sarà la conclusione non unitaria dell'assise della confederazione di Corso Italia la presentazione, alla Commissione elettorale, di liste per il direttivo sia da parte di Maurizio Landini, che è riuscito ad accorpare intorno a sé 110 firme, che da parte di Giorgio Cremaschi, che ha ottenuto 31 firme. C'è poi quella di maggioranza che ruota intorno a Camusso.
"Siamo partiti uniti e siamo spaccati grazie al segretario generale", commenta Landini che rinnova le critiche: "in una situazione normale avresti una scheda con le varie liste e ogni delegato vota la lista in base a quanti voti prendi sei rappresentato nel direttivo".
