Roma, 10 mag. (Adnkronos/Ign) - Claudio Scajola è ''sereno'' in attesa dell'interrogatorio davanti ai pm, fissato per la prossima settimana. Il ''primo pensiero'' dell'ex ministro, arrestato con l'accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena, ''è per la sua famiglia. L'ho incontrato per pochi minuti, è tranquillo e convinto di poter uscire da questa vicenda'', dice all'Adnkronos l'avvocato Elisabetta Busuito, legale di Scajola. ''Ancora non è stato fissato il giorno in cui Scajola sarà ascoltato dai magistrati titolari dell'indagine, sappiamo solo che sarà la settimana prossima. Aspettiamo di avere indicazioni sulla data'', aggiunge l'avvocato Busuito. Quanto ai rapporti tra Scajola e Chiara Rizzo, moglie di Matacena, il legale taglia corto: ''Non ne so assolutamente nulla''. Amedeo Matacena, invece, in un'intervista a 'SkyTg24' dice "a me non risulta" che Scajola faceva scortare dalla polizia mia moglie. "Comunque ritengo che se una persona è soggetta ad essere scortata e la scorta viene assegnata attraverso le vie ufficiali - afferma - mi sembra normale se decide di fare una gentilezza e di accompagnare una persona in un posto andandoci insieme". "Io sono a Dubai anche perché qui mi vengono notificati gli atti, sono senza passaporto e da qui non mi posso muovere", specifica poi l'ex deputato di Forza Italia che si mantiene "facendo il maitre". Riguardo alla moglie, che dovrebbe tornare in Italia domenica, l'ex deputato aggiunge: "Sicuramente quando arriverà penso la tratterranno in carcere, spero fino a quando non la sentiranno, e che poi le concedano gli arresti domiciliari anche perche' è donna con un minore o che le diano la libertà". "Io è da quando sono andato via che penso se tornare o meno - continua - questo è stato il motivo del litigio e del divorzio da mia moglie, perché lei voleva che non andassi via e io mi ero convinto che fosse utile aspettare da libero le decisioni della Cassazione sul ricorso e della Corte europea dei diritti dell'uomo". A una domanda sull'arresto di Scajola e sulla condanna definitiva dell'ex senatore di Fi Marcello Dell'Utri, risponde: "E' sempre stato un problema politico in questa realtà purtroppo. Non si è capito che mentre al Nord hanno usato attacchi contro Berlusconi nel sentiero ben tracciato di Tangentopoli - sottolinea Matacena - al Sud si è usato il concorso esterno per colpire Forza Italia che aveva una forza notevole". "Se si è riusciti a condannare me per concorso esterno dopo che sono sono stato sotto scorta fino all'età di 20 anni pagando 68 mln di lire alle guardie giurate che facevano da scorta a me e a mio fratello - conclude - credo che a questo punto sia necessaria una profonda e seria riflessione sull'applicazione dell'articolo 416bis".