Morando: ''Bonus 80 euro sarà strutturale, nel 2015 giù Irap di 10 miliardi''
Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - Il bonus fiscale di 80 euro ''sarà strutturale'', con possibilità di ampliamento dal prossimo anno. Con un obiettivo di ''riduzione complessiva del cuneo fiscale in 3 anni di circa 33 miliardi e una forte accelerate sull'Irap già dal prossimo anno''. Lo afferma in una intervista all'Adnkronos il viceministro all'Economia Enrico Morando sottolineando che per quest'anno il provvedimento ''non subirà particolari modifiche'' rispetto al testo licenziato dal governo e ora all'esame del Parlamento.
''Una volta operata la scelta di concentrare il bonus di 80 euro sul lavoro dipendente con redditi medio bassi penso - spiega - che per quest'anno non ci saranno modifiche. Si tratta di una scelta che corrisponde a principi di equità in quanto i lavoratori dipendenti sono la categoria che ha subito il maggior logoramento in questi 5 anni di crisi''.
Nessun dubbio che la misura possa fermarsi al solo 2014. Anzi, l'obiettivo dell'esecutivo non solo è di rendere il bonus ''stabile e permanente come da impegno preso dal governo che sarà assolutamente onorato'', ma di ampliarlo a partire dal 2015.
''L'intervento - spiega Morando - è fatto per ottenere un aumento dei consumi attraverso un incremento della domanda interna. Che non ci sarebbe qualora l'intervento non fosse permanente. I beneficiari infatti potrebbero essere indotti ad accantonare il bonus come risparmio. Quindi deve essere chiaro fin da ora che il bonus è una misura permanente. Anzi nel 2015 - 2016 l'intervento sul cuneo fiscale su lavoro e imprese dovrà essere significativamente incrementato''.
''Nel corso dei tre anni - aggiunge il viceministro - ci vogliono circa 33 miliardi e man mano che la revisione della spesa andrà avanti l'intervento sul cuneo fiscale dovrà diventare sempre più incisivo. Il prossimo anno ci dobbiamo concentrare sulla riduzione dell'Irap con un taglio di circa 10 mld. Abbiamo cominciato quest'anno ma per fare un intervento forte non avevamo le risorse sufficienti. Dal prossimo anno man mano che la spending va avanti ci saranno più risorse''.
''Per le Pmi - sottolinea ancora Morando - l'Irap è una imposta nemica dell'aumento dell'occupazione. Perciò occorre su questo versante un intervento che elimini la stortura. Il peso dell'Irap per chi assume nuovi dipendenti incide molto perché la base imponibile dell'imposta regionale comprende il costo del lavoro. E' molto importante superare questo handicap. L'artigiano deve poter assumere senza che l'aumento di occupazione determini automaticamente un aumento delle tasse''.
PRIVATIZZAZIONI - Il collocamento di Poste e Enav, che nel complesso porterà nelle casse del Tesoro dai 7 agli 8 miliardi, ''sarà fatto in più tranche anche per vedere la reazione del mercato'', afferma Morando confermando che al prossimo Cdm andranno i due provvedimenti che concludono la procedura preliminare per la quotazione di Poste e Enav. Un percorso, quello che riparte dalle due società del Tesoro, che si inquadra in un piano più ampio.
''Poste e Enav - spiega Morando - sono il primo passo di un progetto che nei prossimi 3 anni prevede dismissioni per 7 - 8 miliardi all'anno. Per il 2014 realizzeremo pienamente Poste e Enav. Ma l'obiettivo del Governo è di riprendere il processo di privatizzazioni che negli ultimi anni si era interrotto. Le due operazioni su Poste e Enav saranno anche l'occasione per vedere come reagiranno i mercati. L'impressione è che la situazione dei mercati non sia negativa. C'è un afflusso di risorse verso l'Europa. Il clima è favorevole''.
Particolarmente significativa la quotazione di Poste che introdurrà nel nostro paese la partecipazione dei dipendenti alla gestione della società quotata. ''Si tratta - spiega Morando - di una sorta di apripista importante per ciò che può rappresentare in Italia. Le Poste sono in tal senso una società ideale per aprire nel nostro paese la partecipazione dei lavoratori al consiglio di gestione o di sorveglianza''.
E in materia di un maggior coinvolgimento dei lavoratori nell'andamento dell'impresa un discorso diverso può essere fatto per le Pmi ''prevedendo la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa. Si tratterebbe - sottolinea Morando - di una ipotesi di facile praticabilità peraltro già prevista da una delega contenuta nella riforma Fornero, lasciata poi cadere. L'unico articolo della legge Fornero non applicato. Si tratterebbe di riattivare quel percorso con gli aggiustamenti necessari e fare in modo che il legame tra impresa e dipendenti diventi più forte e organico''.
IMPRESE - Per garantire più credito alle imprese tra le azioni non convenzionali annunciate dal presidente della Bce occorrerebbe prevedere ''l'acquisto da parte della Banca di Francoforte di titoli emessi dalle imprese'', dice il viceministro dell'Economia che si sofferma sulla crisi di liquidità del sistema produttivo.
''Nell'attuale situazione in cui le banche hanno il problema della patrimonializzazione, e quindi hanno maggiore difficoltà a fare credito, la mia tesi - spiega Morando - è che l'azione 'non convenzionale' annunciata da Draghi per contrastare il rischio deflazione dovrebbe consistere nell'intervento da parte della Banca centrale europea sul mercato per comprare titoli emessi dalle imprese''.
Per Morando sarebbe un intervento che certamente ''migliorerebbe la situazione del credito alle imprese. D'altra parte lo statuto della Bce - aggiunge - prevede interventi per favorire trasferimento di credito alle imprese. lo stesso Draghi ha detto che il rischio deflazione è rilevante e la Bce non vuole assistere passivamente a questo rischio. E siccome in passato più liquidità immessa nel sistema dalla Bce non si è tradotta in più credito alle imprese un intervento diretto potrebbe aiutare''.
Più in generale, osserva Morando, ''il nostro sistema di credito alle imprese è troppo bancocentrico. In tutta Europa è cosi, ma in Italia di più. Abbiamo nel nostro paese una situazione paradossale: vi è molto risparmio delle famigle di cui solo una quota molto piccola, va agli investimenti nel capitale di rischio delle imprese''. Occorre, dunque, ad avviso di Morando ''avere più risparmio delle famiglie che si orienta verso le imprese. Penso che tutto il complesso processo che sotto il nome di minibond vada sostenuto. Dobbiamo insistere sul versante con ulteriori passi nella direzione giusta anche con agevolazioni fiscali''.
