Scajola, spuntano nuovi indagati. Legale: sereno e pronto a chiarire
Reggio Calabria, 13 mag. (Adnkronos) - Ci sono nuovi indagati nell'inchiesta Breakfast che ha portato all'arresto dell'ex ministro Claudio Scajola, accusato di avere favorito la latitanza dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena.
Lo conferma all'Adnkronos il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho. "Ci sono altri indagati oltre a quelli indicati nell'ordinanza di custodia cautelare, le ipotesi sono varie ma su questo manteniamo il segreto istruttorio", ha dichiarato.
L'ex ministro si trova a Regina Coeli. ''Scajola è carico, è pronto per l'interrogatorio'', dice l'avvocato Giorgio Perroni. Il legale Elisabetta Busuito ha riferito di aver "trovato Scajola sereno, compatibilmente con la situazione. Ha chiarito i punti che abbiamo affrontato nel colloquio di stamattina (martedì, ndr) ed è fiducioso di poter spiegare tutto anche ai magistrati". Ora si attende l'esito del l'interrogatorio fissato per venerdì alle 10 nel carcere romano.
Intanto, "è già stata avviata un'inchiesta da parte del nostro dipartimento della pubblica sicurezza sull'utilizzo della scorta da parte di Scajola". A chiarirlo, in collegamento telefonico con Agorà, il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Il punto - ha spiegato - è l'uso che è stato fatto della scorta da parte di Scajola. Abbiamo guardato le carte e disposto un'analisi sull'uso".
Per quanto riguarda la sorte di Chiara Rizzo, fermata domenica a Nizza dalla polizia francese su richiesta delle autorità italiane e attualmente detenuta a Marsiglia, mercoledì alle 10, davanti al giudice e al procuratore generale della Corte d'Appello, al Parquet General di Aix-en-Province, inizierà la seconda udienza per l'estradizione dalla Francia in Italia. La moglie di Matacena, con l'udienza di lunedì, è stata presa in carico dall'autorità giudiziaria francese. Ai magistrati francesi ha dichiarato l'intenzione di tornare in Italia. Mercoledì, annuncia uno dei suoi legali, l'avvocato Carlo Biondi, confermerà la propria disponibilità. Perché la magistratura francese possa pronunciarsi sull'estradizione non è però sufficiente il mandato di arresto europeo, occorre che arrivi, tradotta, la richiesta delle autorità italiane.
