Pil di nuovo in calo, giù dello 0,1% nel primo trimestre
Roma Nel primo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013. Lo comunica l’Istat.
Il calo congiunturale, spiega l’istituto, è il risultato di “un incremento del valore aggiunto nel settore dell’agricoltura, di un andamento negativo nell’industria e di una variazione nulla nel comparto dei servizi”. Il primo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2013. La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,2%.
Governo - Secondo fonti del Tesoro, il rallentamento del Pil “è comune alla maggior parte dei paesi dell’area euro’’. Paesi come la Germania, ”che hanno fatto le riforme e messo i conti in ordine’’, fanno notare le stesse fonti, ”hanno risultati migliori degli altri paesi’’. “Ci aspettiamo che il taglio dell’Irpef abbia effetti sulla ripresa dei consumi e che le politiche economiche delle istituzioni europee diano una spinta alla crescita. Sicuramente durante la presidenza italiana l’Ue darà una svolta alle politiche per la crescita e l’occupazione’’.
“I dati sul pil spronano a fare meglio ma di certo non dipendono dall’azione di questo governo”, commenta il viceministro all’Economia, Enrico Morando. Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, “siamo in una fase di uscita dalla crisi ma è un’uscita più lenta di altri perché i vizi del Paese che ci siamo tenuti durante la crisi sono piombo sulle ali della ripresa’’.
I sindacati - “I dati di oggi confermano purtroppo che non è possibile l’ottimismo a buon mercato”, afferma la Cgil. “Gli effetti depressivi delle politiche d’austerità, in buona parte dei paesi d’Europa così come in Italia, sono come sosteniamo da tempo - spiega il sindacato - ancora molto significativi”. “Ci vuole una politica pubblica di creazione di nuovo lavoro, in particolare verso i giovani e i nuovi settori, quelli dei beni comuni e dell’innovazione tecnologica’’, conclude la Cgil. Per la Uil, è assolutamente “inaspettato’’ il dato negativo sul Pil. ”La vedo brutta. Pensavamo ad un segno positivo anche se impercettibile perché questo doveva essere l’anno di uscita dalla crisi. Ma se il dato è quello con un altro meno, bisognerà fare miracoli’’, dice il leader della confederazione di via Lucullo, Luigi Angeletti.
